RE-infodemia Consultant Book - N.18

CONSULTANT BOOK

CASO STUDIO

ERP DEMATERIAL E ASSESSMENT

CENTRE | ALL-IN-ONE

UMANESIMO 5.0

TIME DESIGN,

NON SOPRAVVIVENZA

RE-infodemia

dell’ECOSISTEMA DIGITALE

UMANESIMO 5.0

OLTRE LA CLINICA

Tutti i diritti riservati. Il contenuto è di proprietà esclusiva ed è vietata qualsiasi forma di utilizzo, riproduzione, distribuzione o

modifica, totale o parziale, senza il preventivo consenso scritto.

I singoli articoli sono disponibili sul sito www.tandc.it.

N.18

Anno II

Giugno

2026

TandC

UMANESIMO 5.0

L’ILLUSIONE

DEL FACILE

ERP DEMATERIAL

ECOSISTEMA DIGITALE

IL VALORE DELLE CONNESSIONI

UMANESIMO 5.0

ERP Dematerial è una piattaforma progettata per ottimizzare i flussi di lavoro attraverso un vero

e proprio ecosistema digitale. Il nostro obiettivo è quello di facilitare la collaborazione e le con-

nessioni tra professionisti attraverso il supporto nella gestione di documenti, pratiche e progetti.

All’interno della piattaforma, vengono utilizzati modelli e prodotti informatici che integrano l’uti-

lizzo di tecnologie all’avanguardia come l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, alle quali

viene affiancato l’intelletto umano e la sua capacità di analizzare i dati e di trasformarli in soluzio-

ni concrete e applicabili.

Ogni componente di questo sistema lavora in modo sinergico per permettere alle aziende di otti-

mizzare i propri processi e di diventare più efficienti e competitive. Infatti, la forza dell’ecosistema

digitale si trova proprio nell’unione tra intelletto umano e innovazione tecnologica, due fattori che

si incontrano per dare forma al futuro, ponendosi non come elementi opposti ma complementari.

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NELL’ECOSISTEMA DIGITALE, ESPLORA COME

ENTRARE A FAR PARTE DELLA NOSTRA RETE

L’ECOSISTEMA DIGITALE:

LA FORMAZIONE È LA BASE PER

GESTIRE L’AI

La corretta integrazione dell’intelligenza artificiale,

in tutti i processi su cui impatta, determina il grado

prevalenza delle intuizioni umane rispetto agli al-

goritmi che li governano. Il fondamento principale

della costruzione dell’Ecosistema Digitale è la for-

mazione che, unita allo sviluppo integrato delle tec-

nologie informatiche, rendono i processi di Up-Skil-

ling e Re-Skilling la garanzia abilitante verso tutto il

mondo umanistico di cui si compone.

In questo editoriale, vorrei fornire un punto di vista

critico, rispetto alla necessità sempre più impellen-

te, di conoscere, di formarsi, di essere più curiosi

su tutti gli effetti riguardanti le moderne tecnologie.

Dobbiamo essere sempre di più persone digitali

che usano quotidianamente dispositivi mobile e

più in generale interconnessi, per evitare di corre-

re rischi di esposizione di dati personali che pos-

sono determinare grando problemi.

Parlare di cybersecurity, privacy, AI, social media,

è sempre più frequente ma è diventato determi-

nante capire i rischi che corriamo nel dare una

autorizzazione al trattamento dei dati su una app,

cliccare un link non verificato in una mail, regi-

strarsi su un sito inserendo i propri dati, ricono-

scere il phishing, i deepfake e come proteggere gli

accessi ai propri account. 

Si è reso necessario, pertanto, investire signifi-

cativamente nella costruzione di un’ area educa-

tional completamente gratuita, all’interno della

piattaforma che governa i processi dell’Ecosiste-

ma Digitale popolata dei preziosi contributi dei

partner che sostengono lo sviluppo informatico, in

cui sarà possibile acquisire competenze, nozioni,

informazioni, seguire webinar e corsi, confrontar-

si per diventare sempre di più PERSONE DIGITALI

consapevoli.

Lo scenario, soprattutto geopolitico, su cui si sta

definendo il nostro futuro è molto complesso, de-

terminato da scelte che il popolo storicamente su-

bisce. Pertanto, bisogna necessariamente essere

sempre più pronti a non farsi travolgere e quindi

avere la capacità di gestire la propria sfera perso-

nale, lavorativa, familiare, ecc.

A mio giudizio dobbiamo indirizzare gli sforzi più

importanti per accelerare la trasformazione digi-

tale partendo della scuola per favorire la diffu-

sione delle competenze digitali legate alle nuove

tecnologie sia nella gestione della didattica sia nel

governare i dispositivi connessi in rete.

L’obiettivo deve essere quello di sollecitare stu-

denti, docenti, ma più in generale le persone,

nell’adozione consapevole delle nuove tecnologie,

con percorsi di formazione online, contenuti pro-

fessionali, percorsi di certificazione delle compe-

tenze riconosciute anche a livello internazionale e

la creazione di una community dedicata allo scam-

bio di contenuti indirizzate alle buone pratiche

puntando a rafforzare il concetto di UMANESIMO

necessario a convivere con una economia sempre

più guidata dall’intelligenza artificiale.

L’area EDUCATIONAL all’interno dell’Ecosistema

Digitale è una iniziativa in cui il fondamento è la con-

vinzione che l’AI debba entrare nel sistema “umano”

interessando il sistema scolastico con contenuti indi-

rizzati al supporto dell’’insegnamento e alla persona-

lizzazione dell’apprendimento, perché la tecnologia

può e deve essere un potente alleato per il mondo in

cui viviamo, ma solo se siamo messi nelle condizioni

di utilizzarla con consapevolezza e competenza.

L’intelligenza artificiale non è destinata a sostituire le

persone, ma a potenziarne le singole capacità, libe-

rando tempo prezioso e favorendo un apprendimen-

to più personalizzato e inclusivo in cui la formazione

rappresenta uno dei passaggi chiave per evitare che

il divario digitale si trasformi in un nuovo fattore di

disuguaglianza.

L’area EDUCATIONAL è stata implementata per ave-

re libero accesso a contenuti disponibili sulla piat-

taforma dell’Ecosistema Digitale con un sistema di

riconoscimento articolato su più livelli per accompa-

gnare progressivamente le persone che la utilizzano

nello sviluppo delle competenze unendo l’esperienza

formativa al cambiamento educativo. Abbiamo anche

riconsiderato scenari futuri che sono prossimi in cui

quello che attualmente cristallizziamo in termini di

conoscenza viene superato dall’avanzamento delle

tecnologie. Pertanto, la proposta dell’area EDUCA-

TIONAL presenterà anche contenuti che guardano

all’introduzione di tecnologie ancora più innovative

ed avveniristiche ma che rappresenteranno in un

tempo molto breve elementi di confronto e di ulterio-

re necessità di conoscenze.

Il riferimento esplicito è indirizzato verso la produ-

zione di computer la cui componentistica si basa sul

cosiddetto “quantum computing” per il quale la cor-

sa all’innovazione e all’uso delle nuove tecnologie

avviene a scapito dell’integrazione e dell’adozione di

nuovi software.

Il nostro contributo è e resterà sempre il sostegno

alla conoscenza tramite la produzione di contenuti

aggiornati e ripensati per qualificare i processi, inte-

grare i sistemi e sviluppare soluzioni personalizzate

di apprendimento per permette alle persone di man-

tenere una costante conoscenza rispetto alle tenden-

ze di innovazione tecnologica proposte da un mercato

sempre di più in evoluzione e globalizzato.

“Questo è il potere delle persone”.

SEMPRE AVANTI…

ANGELO MURACA

CEO e Founder

di Tecnologie e Consulenze SRLS

Consulente finanziario

Docente e formatore in ambito

dematerializzazione cartacea e firma digitale

Membro CTS della FIS

con delega alla finanza

COPERTINA

CRONOBIOLOGIA E LAVORO

di Maria Luisa Trinca, Biologa e Counselor relazionale

INDICE

L’ILLUSIONE DEL FACILE

di Giuseppina Melino, Cosmica Digital Marketing

ECOSISTEMA DIGITALE

ECOSISTEMA DIGITALE

CONSULTANT BOOK

DELL’ECOSISTEMA DIGITALE

Anno II - N.18

Edizione Giugno 2026

RE-infodemia

UMANESIMO 5.0

UMANESIMO 5.0

TIME DESIGN, NON SOPRAVVIVENZA!

di Roberta Martinelli, Digital Marketing

HOW-TO?

ASSESSMENT CENTRE EFFICACE

ERP DEMATERIAL E ASSESSMENT CENTRE

ALL-IN-ONE

TandC, Società proprietaria della piattaforma digi-

tale ERP Dematerial

CASO STUDIO

CASO STUDIO

OLTRE LA CLINICA

di Beatrice Airaldi, Tecnico Veterinario

IL

IL

IL

Oltre

la clinica

Per qualche settimana sono rimasta in silenzio. Pausa legata a

nuovi impegni professionali. Occasione che mi ha portata a os-

servare il mio lavoro da una prospettiva diversa. Pensavo che

questo distacco avrebbe rallentato il mio rapporto con la scrit-

tura. In realtà ha avuto l’effetto opposto. Mi ha aiutata a com-

prendere ancora meglio perché sento il bisogno di raccontare

ciò che vivo ogni giorno. Perché un tecnico veterinario dovrebbe

scrivere in un editoriale che parla di tecnologia, società, etica e

cambiamento? Semplicemente perché il mio lavoro è profonda-

mente intrecciato con tutto ciò che accade fuori da una clinica.

Quando ho iniziato questo

percorso pensavo che la mia

professione sarebbe stata so-

prattutto

tecnica.

Assistere

le visite, degenze, preparare

strumenti, terapie e imparare

a lavorare in equipe. Tutte cose

vere. Tutte cose fondamentali.

Ma incomplete. Uno dei mo-

menti che più significativi di

questi ultimi mesi è stato col-

loquio con il Direttore Sanitario

dell’ospedale in cui oggi lavo-

ro. Ero convinta che l’attenzio-

ne si sarebbe concentrata

quasi esclusivamente sul mio

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ARTICOLO ON LINE

L’ECOSISTEMA

DIGITALE

Beatrice Airaldi, classe 2001,

cresce guidata da una pro-

fonda empatia, uno sguardo

attento e una curiosità viva-

ce. Il teatro la conquista pre-

sto: si diploma all’Accademia

Mario Brusa di Torino, dove

impara a osservare il mondo

e le persone con sensibilità

artistica. Ma il suo percor-

so non si ferma qui. Mossa

dall’amore per gli animali, si

specializza come tecnico ve-

terinario con ABIVET, unen-

do così scienza e passione.

Oggi Beatrice è ponte tra

emozioni e competenze, tra

palcoscenico e clinica, sem-

pre pronta a scoprire nuove

storie e a prendersi cura di

chi le sta accanto.

GIUGNO 2026

Beatrice Airaldi

Tecnico Veterinario

percorso formativo, tirocini e

competenze. Fondamentale. Ma

ciò che mi ha colpita davvero è

stato altro. Aveva letto atten-

tamente la mia presentazione

personale. Non si era fermato

ai titoli. Aveva osservato anche

gli aspetti caratteriali. Puntò

la sua attenzione agli anni che

avevo dedicato alle arti marzia-

li. Non come semplice attività

sportiva, ma come percorso

capace di formare disciplina,

capacità di concentrazione ed

equilibrio nella gestione degli

eventi della vita.

TandC

UMANESIMO 5.0

Riflessione che mi è rimasta dentro. Queste discipline insegna-

no la lucidità nei momenti complessi. Osservare prima di rea-

gire. Sviluppare un approccio riflessivo e introspettivo davanti

alle difficoltà. Aspetti che si intrecciano profondamente nel mio

modo di lavorare. Ogni giorno entro dentro relazioni umane

molto profonde. Chi porta un animale in clinica raramente con-

segna soltanto un paziente. Porta paura, senso di colpa, spe-

ranza, stanchezza, affetto e spesso anche fragilità personali

che emergono proprio in quel momento. Osservo non solo gli

aspetti clinici. Osservo le persone. Il modo in cui la società sta

cambiando e quanto questo cambiamento entri ormai dentro il

nostro quotidiano.

Quando mi è stato chiesto di portare la mia esperienza mi sem-

brava che fosse un mondo lontano e slegato dal mio. In realtà

mi sono resa conto che questi argomenti (tecnologia, comuni-

cazione, etica) attraversano continuamente il mio lavoro. La

tecnologia oggi è presente anche nella medicina veterinaria in

modo sempre più profondo. Sempre più persone arrivano dopo

aver cercato informazioni online. Ed è in questi momenti che

capisco quanto oggi le professioni sanitarie non possano più li-

mitarsi soltanto all’aspetto tecnico.

Forse oggi scrivo proprio per questo motivo. Alcune profes-

sioni hanno anche una responsabilità culturale. Raccontare il

cambiamento. Creare spazi di riflessione dentro un flusso con-

tinuo di informazioni rapide e spesso superficiali. Il mio lavoro

non riguarda soltanto gli animali. Riguarda il modo in cui sce-

gliamo di prenderci cura degli altri, della fragilità e degli eventi

che attraversano la vita di ciascuno di noi.

Gli animali oggi occupano uno

spazio completamente diver-

so rispetto al passato. Per

molte persone rappresentano

famiglia, equilibrio emotivo,

presenza costante. E quan-

do qualcosa accade loro, si

attivano dinamiche psicolo-

giche ed emotive molto forti.

Serve capacità di ascolto. Lu-

cidità. Empatia. Serve la ca-

pacità di “essere presenti” da-

vanti alla sofferenza emotiva

delle persone. In questi mesi

ho visto famiglie affrontare

sacrifici economici pur di ga-

rantire cure dignitose ai pro-

pri animali. Persone anziane

Questa professione richiede

certamente preparazione, ag-

giornamento e precisione. Ma

richiede anche equilibrio emo-

tivo, capacità comunicativa e

responsabilità umana. Ed è

proprio qui che ho iniziato a

comprendere meglio il mio

rapporto con Re-infodemia.

trovare nel proprio animale

l’unica presenza stabile della

giornata. Ho constatato quan-

to il benessere animale sia

strettamente collegato al be-

nessere emotivo delle perso-

ne. Vivere tutto questo ci por-

ta a sviluppare uno sguardo

più ampio sul presente.

Time Design,

non sopravvivenza!

Per anni ci hanno venduto una favola aziendale: essere sempre

disponibili, sempre veloci, sempre saturi sarebbe stato il segreto

del successo. Agenda piena = Valore. Multitasking = Talento. Pau-

se = Debolezza. Da digital marketing manager, conosco bene que-

sta liturgia della performance continua, ma la verità è più scomo-

da: lavorare senza ritmo non crea eccellenza, crea rumore. Oggi il

vantaggio competitivo non è fare di più, ma progettare meglio. Il

Time Design cambia le regole: alternare intensità, profondità, cre-

atività e recupero non è lusso. È strategia. Perché anche il busi-

ness, come una grande campagna, vive o muore sul ritmo giusto!

Il problema, nelle aziende,

non è la mancanza di tempo.

È il suo utilizzo disfunzionale.

Troppe organizzazioni operano

ancora secondo un modello in-

dustriale travestito da innova-

zione: riunioni inutili, urgenze

permanenti, notifiche come mi-

tragliatrici cognitive. Il risulta-

to? Team reattivi, ma raramen-

Qui entra in gioco l’architettura dei ritmi. Progettare il lavoro per

cicli significa alternare sprint operativi a spazi di deep work, pause

reali a momenti creativi, velocità a riflessione. Non è teoria moti-

vazionale. È ingegneria della performance. Un esempio concreto:

concentrare brainstorming, strategia di brand o analisi dati com-

plessa in finestre protette, senza call o interruzioni, migliora qualità

decisionale e innovazione. Al contrario, distribuire queste attività

tra email, chat e meeting le trasforma in rumore ben confezionato.

te strategici. Nel marketing

questo schema è ancora più

evidente. Siamo costantemen-

te chiamati a produrre, pubbli-

care, analizzare, correggere.

Ma quando ogni attività viene

trattata con la stessa intensità,

si perde la vera leva competi-

tiva: la capacità di distinguere

tra esecuzione e pensiero.

ARTICOLO ON LINE

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L’ECOSISTEMA

DIGITALE

Mente

strategica,

anima

creativa, cuore digitale. Da

oltre 20 anni trasformo le

idee in azione, il caos in me-

todo, le parole in risultati.

Il mio mantra? Detto-fatto.

Ogni progetto è una sfida,

ogni sfida un’opportunità.

Organizzo, comunico, ispiro:

con entusiasmo e impatto.

Creo brand che lasciano il

segno, strategie che funzio-

nano, connessioni che con-

tano. Perché nel marketing,

come nella vita, non vince

chi parla di più, ma chi sa

farsi ricordare!

Roberta

Martinelli

Digital Marketing

Manager

Membro del Comitato Tecnico

Scientifico della Federazione

Innovazione e Sostenibiltà (FIS)

®

GIUGNO 2026

MINI ALLENAMENTO

PER IL TIME DESIGN

Anche nella vita personale il principio non cambia. Una giorna-

ta progettata per energia, e non solo per incastri, permette di

preservare lucidità, presenza e capacità relazionale. Perché un

professionista esausto non diventa più efficace. Diventa solo

più stanco con una buona firma email. Serve quindi demolire

alcuni miti tossici:

Essere sempre occupati non significa essere rilevanti

Multitasking non equivale a efficienza

Pausa non è perdita di tempo

Disponibilità continua non è leadership

Il Time Design, quindi, non è una moda manageriale. È una

nuova grammatica competitiva. Chi saprà padroneggiarla co-

struirà team più creativi, brand più solidi e professionisti più

lucidi. Chi resterà ancorato al culto della saturazione rischia

invece di produrre molto, ma pensare poco. E oggi, in mercati

saturi di contenuti, messaggi e velocità, pensare meglio vale

più che fare di più. La vera rivoluzione non sarà comprimere

ulteriormente il tempo. Sarà progettare ritmi capaci di genera-

re performance, innovazione e valore umano insieme. Perché

il futuro del lavoro non appartiene a chi corre senza sosta, ma

a chi sa quando accelerare, quando fermarsi e quando creare

qualcosa che lasci davvero il segno.

IL PUNTO NON È RALLENTARE.

IL PUNTO È SCEGLIERE IL RITMO

CHE PRODUCE VALORE REALE.

UMANESIMO 5.0

TandC

La vera leadership oggi con-

siste nel disegnare contesti

dove le persone possano ren-

dere al massimo senza esse-

re consumate. Questo cambia

anche il concetto di Benesse-

re organizzativo. Non bastano

benefit estetici o slogan sulla

people culture se poi il siste-

ma premia sovraccarico e re-

peribilità costante. Il Benesse-

Pensiamo a una settimana:

lunedì dedicato all’allinea-

mento strategico, martedì e

mercoledì per execution in-

tensa, giovedì riservato a

progettazione profonda, ve-

nerdì orientato a revisione

e visione. Sembra semplice,

ma questa struttura riduce

dispersione e aumenta preci-

1. Difendi blocchi di deep

work come fossero budget

marketing

Prenota in agenda almeno 90

minuti al giorno senza call,

notifiche o email per attivi-

tà ad alto valore strategico.

Che si tratti di pianificazione,

innovazione o pensiero cre-

ativo, questi spazi non sono

accessori: sono asset com-

petitivi. Se proteggi il budget

ma non la concentrazione,

stai difendendo solo metà

della performance.

2. Progetta pause intenziona-

li, non pause casuali

Le pause non dovrebbero es-

sere il risultato di esaurimen-

to energetico, ma parte del

sistema. Camminate brevi,

momenti offline, micro-recu-

pero tra task complessi: sono

strumenti di reset cognitivo.

Un professionista efficace non

arriva distrutto a fine giorna-

ta. Arriva ancora lucido.

re reale nasce quando il ritmo

aziendale diventa sostenibile,

intelligente e umano. Le azien-

de più lungimiranti stanno già

spostando il focus:

meno controllo,

più autonomia;

meno quantità,

più impatto;

meno presenza forzata,

più qualità cognitiva.

sione. È passare dal caos alla

regia consapevole. In comuni-

cazione, questo significa cam-

pagne meno impulsive e più

memorabili. Nella leadership,

decisioni meno affannate e

più solide. Nella quotidianità

personale, significa smettere

di vivere come browser con

cinquanta tab aperte.

3. Costruisci settimane a

tema energetico

Non tutte le giornate devono

servire a tutto. Distribuire

attività operative, strategi-

che e creative in base al ca-

rico mentale consente di la-

vorare meglio e decidere con

più qualità. Ad esempio:

Inizio settimana per stra-

tegia e priorità

Giorni centrali per execu-

tion intensa

Fine settimana per revi-

sione, apprendimento e

visione

Non è rigidità. È design pro-

fessionale. Perché il vero sal-

to evolutivo non consiste nel

riempire ogni spazio disponi-

bile, ma nel progettare un rit-

mo che faccia rendere meglio

te, il tuo team e le tue idee.

I ritmi naturali migliorano le performance lavorative e il be-

nessere personale. Per molto tempo il mondo del lavoro ha

considerato la produttività come una questione puramente

quantitativa: più ore, più attività, più risultati. Oggi, però, le

neuroscienze e la cronobiologia stanno mostrando una real-

tà diversa. Il nostro organismo non funziona in modo lineare

e costante, ma segue ritmi biologici precisi che influenzano

energia, concentrazione, creatività, recupero e capacità deci-

sionale. Ignorare questi cicli significa spesso andare contro la

fisiologia del corpo, con effetti negativi sulle prestazioni e sul

benessere psicofisico.

La

cronobiologia,

discipli-

na che studia i ritmi biologici

dell’essere umano, evidenzia

come il cervello e il corpo al-

ternino naturalmente fasi di

attivazione intensa a momenti

di recupero. Durante la giorna-

ta esistono finestre temporali

in cui siamo più lucidi, creativi

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ARTICOLO ON LINE

L’ECOSISTEMA

DIGITALE

Trinca

Maria Luisa

Nata a Roma il 14 aprile

1961. Dopo una laurea in

Scienze Biologiche e un di-

ploma in counseling con

indirizzo gestaltico rela-

zionale, ho scoperto come

la biologia si integri con la

personalità in una visione

olistica dell’individuo. L’epi-

genetica e le neuroscienze

hanno unito le mie passioni.

Il legame tra corpo e mente

è legato alla percezione alla

consapevolezza del sé, fino

alla valutazione delle pro-

prie risorse e capacità. Oggi

mi occupo di sicurezza sul

lavoro, concentrandomi sui

rischi psicosociali correlati

allo stress.

Membro del Comitato Tecnico

Scientifico della Federazione

Innovazione e Sostenibiltà (FIS)

®

GIUGNO 2026

o predisposti all’azione opera-

tiva, così come momenti in cui

l’attenzione cala e l’organismo

richiede una pausa rigenerati-

va. Non si tratta di debolezza

o mancanza di disciplina, ma

di un funzionamento biologico

profondamente radicato nella

nostra evoluzione.

Cronobiologia

e lavoro

Molte organizzazioni, tendono a eliminare o sottovalutare que-

sta alternanza naturale. Riunioni continue, multitasking, reperi-

bilità costante e sovraccarico informativo, mantengono il siste-

ma nervoso in uno stato di attivazione permanente. Il risultato

è un aumento del cortisolo, l’ormone dello stress, accompagna-

to da affaticamento mentale, riduzione della capacità decisiona-

le e perdita progressiva di motivazione e creatività.

Ottimizzare i rituali organizzativi significa allora costruire moda-

lità di lavoro più coerenti con i ritmi naturali delle persone. Pia-

nificare attività creative nei momenti di maggiore lucidità menta-

le, alternare fasi di intensa concentrazione a pause reali, limitare

l’eccesso di stimoli e creare spazi di decompressione può miglio-

rare, in modo significativo, la qualità delle performance. Anche

piccoli rituali condivisi, come momenti di allineamento, pause ri-

generative o tempi dedicati alla riflessione strategica, contribui-

scono a creare un ambiente più sostenibile ed efficace.

Anche il lavoro, come ogni

sistema vivente, attraversa

cicli. Ogni progetto nasce da

una fase iniziale di ideazio-

ne, in cui servono apertura

mentale, visione e creatività.

Segue poi una fase di intensa

operatività, caratterizzata da

Il cervello umano, infatti, non

è progettato per sostenere

un’iperattività continua. Le

pause

non

rappresentano

una perdita di tempo, ma una

necessità biologica. Durante

i momenti di recupero il si-

stema nervoso riequilibra le

Le aziende che imparano a

rispettare la biologia umana

non ottengono solo collabora-

tori meno stressati, ma per-

sone più presenti, coinvolte e

produttive. La vera efficienza

non nasce dall’accelerazione

concentrazione, esecuzione e

gestione concreta delle atti-

vità. Infine arriva il momento

del recupero, indispensabile

per permettere al cervello di

integrare le informazioni, ri-

generare energie e preparar-

si a un nuovo ciclo produttivo.

proprie funzioni, il cervello

consolida memorie e appren-

dimenti e il corpo riduce il li-

vello di stress accumulato. È

spesso proprio nei momenti

di rallentamento che emer-

gono intuizioni, nuove idee e

soluzioni innovative.

continua, ma dalla capacità di

armonizzare energia, tempi

e processi. In fondo, lavorare

meglio significa prima di tutto

imparare ad ascoltare i ritmi

della vita che agiscono dentro

di noi.

TandC

UMANESIMO 5.0

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ARTICOLO ON LINE

L’ECOSISTEMA

DIGITALE

GIUGNO 2026

La realtà, però, ha raccontato qualcosa di molto diverso. Pho-

toshop non ha eliminato i professionisti. Ha semplicemente

reso più accessibili alcuni strumenti tecnici. La vera differen-

za ha continuato a farla la competenza. Dietro una fotografia

efficace restano fondamentali lo studio della luce, della com-

posizione, della narrazione visiva e della sensibilità artistica.

Dietro una grafica professionale esistono cultura visiva, espe-

rienza, capacità progettuale e pensiero strategico. Lo strumen-

to accelera alcuni processi, ma non sostituisce la preparazione.

L’illusione

del facile

Giuseppina

Melino

Social Media Marketer

Cosmica Digital Marketing

Social Media Marketer.

Esperta in analisi strategi-

ca, creazione di piani edito-

riali e sviluppo di contenuti

digitali. Specializzata in

analisi del cliente, competi-

tor, copywriting, montaggio

video e grafica per i social.

Supporto i clienti nel rag-

giungimento dei loro obiet-

tivi

attraverso

l’ascolto

attivo, la curiosità e la cre-

atività.

Negli ultimi mesi il dibattito sull’intelligenza artificiale ha as-

sunto toni sempre più contraddittori. Aziende, clienti e mer-

cato chiedono velocità, produttività immediata, contenuti con-

tinui e risultati rapidi, ma allo stesso tempo guardano con

sospetto chi utilizza strumenti supportati da IA per ottimizza-

re il proprio lavoro. Come social media manager osservo ogni

giorno una dinamica curiosa: tutti vogliono processi più velo-

ci, ma molti screditano i professionisti che studiano davvero

le tecnologie capaci di renderli possibili. Acquistare uno stru-

mento non significa assolutamente possederne le competenze.

Quando Adobe Photoshop ini-

ziò a diffondersi, molte per-

sone erano convinte che il

lavoro di fotografi e grafici sa-

rebbe stato sostituito nel giro

La storia si ripete ma noi continuiamo a non imparare.

di pochi anni. Bastava acqui-

stare un programma, seguire

qualche corso e improvvisa-

mente tutti sembravano sen-

tirsi creativi e grafici.

UMANESIMO 5.0

Da professionista della comunicazione digitale osservo spesso

una contraddizione che merita attenzione. Da una parte il merca-

to pretende velocità sempre maggiori. Le aziende chiedono conte-

nuti quotidiani, siti web sviluppati rapidamente, strategie imme-

diate, analisi costanti e presenza continua sui social. Dall’altra,

quando un professionista utilizza strumenti di IA per migliorare

produttività e qualità del proprio lavoro, una parte dell’opinione

pubblica reagisce come se quel risultato avesse automaticamen-

te meno valore. È un pensiero superficiale che rischia di scredita-

re anni di studio, aggiornamento e pratica professionale.

Vi faccio un altro esempio. Oggi molti chirurghi lavorano con

strumenti avanzati supportati da sistemi intelligenti che mi-

gliorano precisione, tempi operatori e capacità di intervento.

In alcuni casi è possibile collaborare a distanza tra specialisti

che si trovano in continenti diversi, aumentando le possibilità

di salvare vite umane. Nessuno definirebbe meno competente

un medico che utilizza strumenti innovativi per ridurre rischi

e migliorare i risultati di un intervento. Al contrario, la capaci-

tà di integrare esperienza umana e tecnologia rappresenta uno

dei più grandi progressi della medicina contemporanea.

Con l’intelligenza artificiale

stiamo vivendo esattamente

la stessa fase storica. Oggi

basta scrivere un comando

per ottenere testi, immagini,

video, analisi o bozze pro-

gettuali. Questo ha genera-

to un’illusione molto diffusa:

credere che avere accesso

allo strumento significhi auto-

maticamente possedere una

L’intelligenza artificiale non

crea automaticamente profes-

sionisti competenti. Amplifica

ciò che una persona possiede

già. Un utilizzo superficiale

produce risultati superficiali.

Un utilizzo consapevole, in-

Lo stesso principio vale per

la comunicazione, il design,

la formazione, la scrittura, il

marketing e molte altre pro-

fessioni. L’intelligenza artifi-

ciale non sostituisce pensiero

critico, cultura, sensibilità o

esperienza. Può però diven-

tare uno strumento straordi-

TandC

competenza. Ma utilizzare

una tecnologia non equiva-

le a comprenderla davve-

ro. Chiunque può aprire un

software di montaggio, ma

non tutti sanno costruire una

narrazione. Chiunque può ge-

nerare un’immagine, ma non

tutti possiedono cultura este-

tica, coerenza visiva o capaci-

tà comunicativa.

vece, permette di generare

valore aggiunto, velocizzare

processi ripetitivi e dedicare

più tempo agli aspetti real-

mente strategici e creativi del

lavoro. La differenza continua

a essere umana.

nario nelle mani di chi conti-

nua a studiare, aggiornarsi e

mettersi in discussione ogni

giorno. La tecnologia rende

più accessibili gli strumenti

ma la competenza continua a

rendere rare le persone capa-

ci di usarli davvero.

ARTICOLO ON LINE

L’ECOSISTEMA

DIGITALE

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GIUGNO 2026

ERP DEMATERIAL

E ASSESSMENT CENTRE

ALL-IN-ONE

CASO STUDIO

L’evoluzione digitale delle imprese non riguarda più soltanto

l’automazione dei processi o la gestione documentale. Oggi le

aziende devono affrontare una sfida più complessa: comprende-

re, misurare e valorizzare competenze, performance e capacità

di adattamento delle persone all’interno di contesti organizza-

tivi sempre più dinamici. In questo scenario, il concetto di as-

sessment centre assume un ruolo strategico. Tradizionalmente

utilizzato come metodologia di selezione e valutazione del perso-

nale attraverso simulazioni, prove pratiche e osservazioni com-

portamentali, viene oggi reinterpretato dalla piattaforma ERP

Dematerial come uno strumento integrato di analisi multidiscipli-

nare. L’obiettivo non è soltanto valutare, ma costruire un sistema

condiviso capace di trasformare dati, competenze e indicatori in

valore operativo e decisionale per l’intera organizzazione.

Molte aziende si trovano oggi

a gestire processi di valuta-

zione frammentati, scollegati

dai sistemi operativi e spesso

incapaci di produrre dati re-

almente utili per migliorare

le performance aziendali. Le

attività HR, i percorsi di ag-

giornamento

professionale,

il monitoraggio delle KPI, gli

adeguamenti normativi e le

analisi organizzative vengo-

no frequentemente affrontati

con strumenti separati che

non dialogano tra loro. Que-

L’integrazione dell’assessment centre all’interno della piatta-

forma ERP Dematerial nasce proprio con l’obiettivo di superare

questa frammentazione. Il progetto sviluppato introduce un mo-

tore di valutazione altamente personalizzabile, progettato per

adattarsi alle esigenze della singola azienda, del dipendente o

di qualsiasi altro soggetto coinvolto nei processi organizzativi.

La soluzione

Il problema

TECNOLOGIE

E CONSULENZE

Società proprietaria

della piattaforma digitale ERP

Dematerial sviluppata per

creare un Ecosistema Digitale

per valorizzare il concetto di

Umanesimo sfruttando

la transizione digitale

Professionista attivo nello

sviluppo e nell’implemen-

tazione di soluzioni digitali

per la gestione documen-

tale e la compliance azien-

dale. Da anni si occupa di

integrazione tra sistemi

ERP e processi organiz-

zativi, con un approccio

orientato alla semplifica-

zione operativa e alla va-

lorizzazione del capitale

umano. Ha contribuito alla

progettazione e all’evo-

luzione della piattaforma

ERP Dematerial, accompa-

gnando aziende e profes-

sionisti nei percorsi di di-

gital transformation. Il suo

lavoro si concentra sull’ot-

timizzazione dei flussi do-

cumentali, sulla riduzione

dei rischi operativi e sulla

creazione di ambienti di-

gitali integrati, capaci di

migliorare efficienza, con-

trollo e trasparenza nei

processi aziendali.

sto approccio genera disper-

sione informativa, difficoltà

nella lettura dei dati e scarsa

capacità predittiva. Anche la

formazione rischia di diven-

tare generica, non collegata

alle reali esigenze dell’orga-

nizzazione e delle persone.

Diventa

quindi

necessario

introdurre una struttura inte-

grata e personalizzabile che

permetta di monitorare com-

petenze, criticità e potenziali-

tà attraverso un unico ecosi-

stema digitale condiviso.

TandC

CASO STUDIO

Le conclusioni

Attraverso simulazioni ope-

rative, prove individuali e

attività di gruppo, il sistema

permette di osservare com-

portamenti, capacità decisio-

nali, leadership, attitudine alla

collaborazione, negoziazione,

problem solving e livello di

adattabilità dei partecipanti.

Ogni percorso viene costruito

Il vantaggio operativo non riguarda esclusivamente l’area HR. La piattaforma consente infatti di

integrare processi organizzativi, gestionali e formativi in un’unica architettura digitale condivi-

sa, migliorando la pianificazione strategica e la qualità delle decisioni aziendali. Il monitoraggio

continuo delle KPI e l’analisi comparata dei dati permettono di intervenire tempestivamente con

azioni correttive, percorsi di up-skilling mirati e strategie di miglioramento coerenti con le esi-

genze del mercato. Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dalla flessibilità del modello.

L’ERP Dematerial consente infatti di creare progetti modulari nel tempo, adattabili all’evoluzione

dell’azienda e alle nuove esigenze operative. Questo permette di costruire percorsi di crescita

progressivi, sostenibili e misurabili, valorizzando sia la dimensione individuale del dipendente

sia quella collettiva dell’intera organizzazione. La piattaforma favorisce inoltre una migliore inte-

grazione tra politiche di welfare, fondi interprofessionali, enti bilaterali e strumenti contrattuali,

creando una connessione concreta tra formazione, sviluppo delle competenze e sostenibilità eco-

nomica. In questo modo, l’assessment centre diventa non solo uno strumento di valutazione, ma

una leva strategica per migliorare competitività, organizzazione e redditività aziendale.

L’assessment centre integrato nella piattaforma ERP Dematerial rappresenta un’evoluzio-

ne significativa nel modo di interpretare la valutazione aziendale. Non si tratta più soltanto

di osservare competenze o misurare performance, ma di creare un ecosistema capace di tra-

sformare dati e comportamenti in strumenti concreti di crescita organizzativa. La possibilità di

personalizzare percorsi, integrare processi e consolidare informazioni provenienti da diverse

aree operative consente alle aziende di sviluppare una visione più consapevole e strategica

delle proprie risorse. L’approccio multidisciplinare introdotto dalla piattaforma permette di

migliorare la pianificazione formativa, anticipare criticità e supportare decisioni più rapide ed

efficaci. In un mercato sempre più dinamico, la capacità di monitorare competenze, adattabilità

e performance attraverso un sistema flessibile e condiviso diventa un elemento determinante

per la competitività. ERP Dematerial trasforma così l’assessment centre in uno strumento ope-

rativo evoluto, orientato non solo alla valutazione delle persone, ma alla costruzione di orga-

nizzazioni più integrate, consapevoli e capaci di affrontare il cambiamento in modo sostenibile.

Il sistema consente di costruire form dinamici e percorsi di valutazione modulari in grado di racco-

gliere dati strategici relativi a competenze professionali, aggiornamento formativo, KPI operative,

indicatori finanziari, risk management, adeguamenti normativi e monitoraggio delle performance.

L’approccio non si limita quindi alla tradizionale selezione HR, ma amplia il concetto di assessment

centre trasformandolo in uno strumento multidisciplinare di analisi e pianificazione.

su misura, in base agli obiet-

tivi dell’azienda e alle speci-

fiche funzioni organizzative

coinvolte. Uno degli aspetti

più significativi riguarda la

capacità della piattaforma di

consolidare e comparare i

dati raccolti. Le informazio-

ni generate dai questionari e

dalle attività di assessment

confluiscono infatti in report

integrati

che

permettono

all’azienda di individuare cri-

ticità, punti di forza e aree di

miglioramento con maggiore

rapidità. Questo approccio in-

troduce una logica predittiva

orientata

alla

prevenzione

dell’errore e all’ottimizzazio-

ne dei processi decisionali.

HOW-TO...?

Assessment Centre efficace

Integrare un assessment centre all’interno di un ecosistema digitale si-

gnifica trasformare la valutazione in uno strumento operativo e strate-

gico. Per ottenere risultati concreti è necessario costruire un sistema

semplice, personalizzabile e orientato ai dati realmente utili per l’azien-

da. Ecco alcuni passaggi fondamentali:

Definire gli obiettivi

Comprendere se l’assessment serve a valutare compe-

tenze HR, KPI operative, aggiornamenti normativi o per-

corsi di up-skilling.

Personalizzare i form di valutazione

Evitare modelli standardizzati e costruire questionari coe-

renti con ruolo, funzione e organizzazione aziendale.

Simulare situazioni reali

Utilizzare prove pratiche, attività di gruppo e scenari ope-

rativi per osservare capacità decisionali, leadership e

problem solving.

Consolidare i dati raccolti

Integrare i risultati in report comparativi permette di in-

dividuare criticità e aree di miglioramento con maggiore

rapidità.

Attivare azioni correttive

Utilizzare i dati per pianificare formazione mirata, aggiorna-

menti professionali e strategie di miglioramento continuo.

Monitorare nel tempo

Un assessment efficace non è episodico ma evolutivo, con

verifiche costanti e KPI condivise.

L’ECOSISTEMA

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GIUGNO 2026

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L’integrazione tra analisi dei dati, formazione e processi organizzativi

permette alle aziende di migliorare performance, pianificazione e ca-

pacità decisionale in modo più misurabile e sostenibile.

L’innovazione

al servizio

della sostenibilità aziendale

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