RE-infodemia Consultant Book - N.12

CONSULTANT BOOK

CASO STUDIO

LA SVOLTA BLOCKCHAIN

NEI MARCATEMPO

UMANESIMO 5.0

IL B2B 4.0:

DATI, FIDUCIA E AI

RIDISEGNANO IL

DIGITAL MARKETER

RE-infodemia

dell’ECOSISTEMA DIGITALE

UMANESIMO 5.0

LLM E CAVALLI

Tutti i diritti riservati. Il contenuto è di proprietà esclusiva ed è vietata qualsiasi forma di utilizzo, riproduzione, distribuzione o

modifica, totale o parziale, senza il preventivo consenso scritto.

I singoli articoli sono disponibili sul sito www.tandc.it.

N.12

Anno I

Dicembre

2025

TandC

UMANESIMO 5.0

WHICH HUMANS?

ERP DEMATERIAL

ECOSISTEMA DIGITALE

IL VALORE DELLE CONNESSIONI

UMANESIMO 5.0

ERP Dematerial è una piattaforma progettata per ottimizzare i flussi di lavoro attraverso un vero

e proprio ecosistema digitale. Il nostro obiettivo è quello di facilitare la collaborazione e le con­

nessioni tra professionisti attraverso il supporto nella gestione di documenti, pratiche e progetti.

All’interno della piattaforma, vengono utilizzati modelli e prodotti informatici che integrano l’uti­

lizzo di tecnologie all’avanguardia come l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, alle quali

viene affiancato l’intelletto umano e la sua capacità di analizzare i dati e di trasformarli in soluzio­

ni concrete e applicabili.

Ogni componente di questo sistema lavora in modo sinergico per permettere alle aziende di otti­

mizzare i propri processi e di diventare più efficienti e competitive. Infatti, la forza dell’ecosistema

digitale si trova proprio nell’unione tra intelletto umano e innovazione tecnologica, due fattori che

si incontrano per dare forma al futuro, ponendosi non come elementi opposti ma complementari.

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L’ECOSISTEMA DIGITALE:

IL VALORE DELLA COERENZA UMANA

L’introduzione di nuove tecnologie comporta

effetti “dumping” su vari aspetti sostanzia­

li nella vita che giornalmente conduciamo

ed il lavoro, i consumi, la finanza oltre ogni

altro aspetto della nostra quotidianità, resta

condizionato dal corretto utilizzo di tali nuovi

strumenti. Rispetto all’introduzione dell’IA, il

modo di elaborare i dati è cambiato profon­

damente, ma con il passare del tempo, lo sce­

nario che si profila non è dei migliori. Infatti,

la deontologia sul corretto utilizzo di tali stru­

menti, pone molti interrogativi, inducendo i

legislatori a legiferare in maniera organica a

tutela di privacy, copyright, proprietà intellet­

tuali, metodologie scientifiche, ecc.

A tutto ciò, si aggiunge anche la necessità di

verificare la possibile formazione di una bolla

finanziaria legata all’IA, con valutazioni azio­

narie molto elevate, enormi investimenti in

aziende tecnologiche, che sicuramente intro­

ducono una crescita esponenziale dei fattura­

ti, ma la redditività non è sempre un effetto

immediato. Inoltre, va valutato il fattore di

esporsi al rischio della speculazione dovu­

to all’anticipo eccessivo dei risultati, con un

probabile crollo se i conti aziendali non sod­

disfano le aspettative che avrebbe anche una

ripercussione su banche e mercati finanziari.

La mia personalissima idea, di creare un Eco­

sistema Digitale, è necessariamente basata

sul concetto di focalizzare l’uomo al centro

del sistema e non lasciare che venga escluso

sempre di più, da un uso massivo di una tec­

nologia che pensiamo possa “imparare” auto­

nomamente, e quindi sostituirlo.

La rapida evoluzione delle tecnologie di intel­

ligenza artificiale rappresenta una sfida com­

plessa e richiede una risposta responsabile e

ponderata.

Ribadisco con forza la necessità di tutelare

il valore dell’essere umano ed i suoi diritti,

preservando, in questo modo, la natura intrin­

seca della generazione del dato per limitarne

lo sfruttamento generato da piattaforme di IA

a garanzia dell’integrità e della sostenibilità

delle filiere, della protezione del lavoro dei

professionisti e degli intellettuali e più in ge­

nerale ogni figura umana che abbia generato

un contenuto.

A tal proposito, è sempre più crescente il feno­

meno delle richieste di risarcimento danni da

utilizzo improprio di strumenti IA, che induce

le stesse società di gestione ad implementare

nuove importanti funzionalità, per garantire

la gestione e la ripartizione dei diritti, cercan­

do di presidiare gli abusi, con la definizione di

modelli di ricerca “etici” di utilizzo dei contenuti

nell’addestramento delle piattaforme.

L’analisi statistica degli errori che commette

una piattaforma IA, evidenzia, che nel momento

in cui non riesce ad individuare una risposta, la

INVENTA cercando di renderla plausibile, tipo il

“copia-incolla” di citazioni, che sembrano corret­

te ma non poggiano su alcun fondamento reale

sia nei fatti, sia nel diritto.

All’interno dell’Ecosistema Digitale l’architettura

informatica rappresenta il fattore strategico per

garantire continuità, efficienza e innovazione, in

un contesto tecnologico in rapida evoluzione in

cui diventa essenziale individuare soluzioni che

semplifichino i processi e migliorino la qualità del

lavoro, così da ridurre la complessità e accelera­

re i risultati. L’erogazione dei servizi, che richie­

dono tempo ed energie, possono essere affrontati

con strumenti più intelligenti, affidabili e orientati

alle esigenze di chi ne fa richiesta, mantenendo

sempre e comunque il principio della elaborazio­

ne e della coerenza, sulla soluzione proposta con

un uomo, che ne valuti l’adeguatezza.

L’uso dell’IA è utilizzato per verificare l’accura­

tezza dei dati che più riflettono la realtà, perché

la coerenza è fondamentale per permettere di

prendere decisioni affidabili a garanzia che le

informazioni contenute nei sistemi di gestione,

siano sempre allineate all’infrastruttura in uso,

evitando aggiornamenti manuali o una mancata

integrazione tra sistemi, in maniera tale da non

sostituire l’esperienza degli analisti ma poten­

ziarla. In questo modo, l’efficienza dell’AI si com­

bina con la supervisione e l’esperienza umana,

garantendo un controllo totale sul processo. 

Il nostro compito è avere un metodo basato su

soluzioni concrete costruite intorno alle esigen­

ze reali di ogni organizzazione e mai avere solu­

zioni preconfezionate. 

“Questo è il potere delle persone”.

SEMPRE AVANTI…

ANGELO MURACA

CEO e Founder

di Tecnologie e Consulenze SRLS

Consulente finanziario

Docente e formatore in ambito

dematerializzazione cartacea e firma digitale

Membro CTS della FIS

con delega alla finanza

COPERTINA

IL B2B 4.0: DATI, FIDUCIA E AI RIDISEGNANO

IL RUOLO DEL DIGITAL MARKETER STRATEGICO

di Paola Manzi, Cosmica Digital Marketing

LLM: LA VERA SFIDA È UMANA

di Elisa Furlani, Graphic Designer

COERENZA ALLINEARE VALORI E AZIONI

di Maria Luisa Trinca, Biologa e Counselor relazionale

TRA DIRE E FARE: L’EQUILIBRIO DELLE SCELTE

di Roberta Martinelli, Digital Marketing

AULA ESPANSA E APPRENDIMENTO

di Yenia Bartolini, Educatrice

INDICE

L’ABBIGLIAMENTO DEL TECNICO VETERINARIO

di Beatrice Airaldi

WHICH HUMANS?

di Giuseppina Melino, Cosmica Digital Marketing

ECOSISTEMA DIGITALE

ECOSISTEMA DIGITALE

CONSULTANT BOOK

DELL’ECOSISTEMA DIGITALE

Anno I - N.12

Edizione Dicembre 2025

RE-infodemia

UMANESIMO 5.0

UMANESIMO 5.0

UMANESIMO 5.0

UMANESIMO 5.0

HOW-TO?

come applicare la blockchain ai marcatempo

LA SVOLTA BLOCKCHAIN NEI MARCATEMPO

Giovanni Pace, Cosmica Digital Marketing

CASO STUDIO

CASO STUDIO

IL

IL

IL

Il B2B 4.0:

dati, fiducia e AI ridisegnano il

ruolo del Digital Marketer Strategico

Il panorama del business-to-business ha vissuto una metamor­

fosi profonda, accelerata nel 2025. L’epoca delle trattative len­

te e dei processi rigidi è superata: oggi il B2B è un ecosiste­

ma dinamico, interconnesso e fortemente digitalizzato. Non si

tratta più di un’opzione, ma del motore principale di ogni rela­

zione e conversione. La spinta arriva da strategie data-driven,

automazioni evolute e advertising mirato. Le fonti più recenti

indicano che oltre l’80% delle interazioni B2B avviene ormai

tramite canali digitali. In questo contesto, saper leggere i dati,

progettare funnel efficaci e comunicare valore autentico è di­

ventato decisivo.

Il 2025 ha cristallizzato una

svolta epocale nel marke­

ting B2B: l’investimento si è

spostato dalle sole relazioni

consolidate verso l’efficien­

za operativa e la misura­

bilità. La platea di buyer e

decision-maker è ormai digi­

tal-first, un dato confermato

dalla stima che oltre l’80%

delle

interazioni

avvenga

Questa transizione trova conferma nei dati: in Italia il B2B Digi­

tal Commerce di prodotto ha raggiunto 278 miliardi di euro nel

2024, con una crescita del 5%. È il segnale di una maturazione

concreta della domanda digitale e della progressiva centralità

dei canali online nelle relazioni tra imprese.

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ARTICOLO ON LINE

L’ECOSISTEMA

DIGITALE

DICEMBRE 2025

Paola Manzi

Digital Marketer

Cosmica

Digital Marketing

Digital marketer e forma­

trice, fa parte del team di

Cosmica Digital Marketing,

un collettivo che combina

tecnologia e creatività per

offrire strategie innovative

e umane. Nel loro lavoro,

valorizzano il cliente come

centro di ogni azione, pro­

muovendo un marketing

che mette al primo posto

le persone.

su canali digitali. Le azien­

de più lungimiranti stanno

rispondendo a questa evo­

luzione adottando strategie

intensamente

data-driven.

L’integrazione sinergica tra

sistemi CRM, analytics avan­

zati e automazione permette

di mappare con precisione il

customer journey e anticipa­

re bisogni e comportamenti.

LA SVOLTA DATA-DRIVEN E L’ASCESA

DELL’ADVERTISING STRATEGICO

In questo scenario, l’adverti­

sing digitale assume un ruolo

decisivo. È passato dall’essere

vetrina a motore strategico di

lead generation, brand aware­

ness e crescita sostenibile. Le

aziende che integrano strate­

gie basate su dati e automa­

zione ottengono performance

L’intelligenza artificiale am­

plifica ulteriormente questa

trasformazione:

dall’anali­

si predittiva alla profilazione

dinamica, dal lead scoring

all’orchestrazione di journey

Le sfide restano: molte im­

prese non dispongono di

CRM integrati, non raccolgo­

no dati in modo strutturato e

non possiedono una visione

organica del customer jour­

Parallelamente, contenuti, fiducia e personalizzazione rappre­

sentano la nuova valuta competitiva. Articoli long-form, whi­

te-paper, casi studio, webinar e video sono strumenti cruciali

per costruire autorevolezza. Il 2025 ha sancito la piena matu­

razione del video marketing, sempre più adottato dai marke­

ter B2B grazie alla sua capacità di coniugare chiarezza, im­

mediatezza e narrazione professionale.

Il ruolo del consulente di digital marketing cambia radical­

mente: da esecutore a partner strategico. Non basta più gesti­

re campagne; occorre guidare la transizione digitale, interpre­

tare i dati, costruire percorsi strategici e instaurare fiducia.

Questo implica mappare il customer journey, definire KPI mi­

surabili, creare contenuti di valore, utilizzare AI e automazio­

ne e adottare una logica di ottimizzazione continua.

Il B2B contemporaneo è un ecosistema dinamico, dove ad­

vertising data-driven, content strategy e AI ridefiniscono le

regole. Per il consulente professionale significa anticipare,

non adattarsi. Chi sa leggere i dati, cogliere i bisogni e tra­

sformarli in valore concreto costruisce risultati duraturi e un

posizionamento solido in un mercato in costante evoluzione.

Un orizzonte che evolve.

CONTENUTI, FIDUCIA E PERSONALIZZAZIONE:

LA NUOVA VALUTA DEL B2B

L’EVOLUZIONE DEL CONSULENTE:

DA ESECUTORE A PARTNER STRATEGICO

LE SFIDE DEL FUTURO PROSSIMO

superiori: campagne più mira­

te, comunicazione più aderente

ai bisogni reali e un customer

journey più fluido. Segmenta­

zioni intelligenti, copy orien­

tato alla conversione e flussi

automatizzati diventano quindi

asset irrinunciabili.

iper-personalizzati. In un con­

testo così evoluto, la fiducia —

costruita attraverso coerenza,

trasparenza e valore — diventa

la leva essenziale per avviare

e mantenere relazioni solide.

ney. Ma proprio qui emerge

il vantaggio competitivo dei

professionisti formati: stra­

tegia, competenza e visione

sistemica diventano la vera

differenza.

UMANESIMO 5.0

TandC

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ARTICOLO ON LINE

L’ECOSISTEMA

DIGITALE

DICEMBRE 2025

Which Humans?

Giuseppina

Melino

Social Media Marketer

Cosmica Digital Marketing

Social Media Marketer.

Esperta in analisi strategi­

ca, creazione di piani edito­

riali e sviluppo di contenuti

digitali. Specializzata in

analisi del cliente, competi­

tor, copywriting, montaggio

video e grafica per i social.

Supporto i clienti nel rag­

giungimento dei loro obiet­

tivi

attraverso

l’ascolto

attivo, la curiosità e la cre­

atività.

L’intelligenza artificiale viene spesso percepita come uno stru­

mento neutrale, capace di rappresentare il mondo nella sua

interezza. Ma i dati raccontano altro. Una ricerca di Harvard

(Which Humans?) mostra che l’IA riflette appena il 15% dell’u­

manità: tutto il resto è presente solo come eco lontana. Chat­

GPT, ad esempio, comprende gli americani al 70%, ma scende

intorno al 20% con le persone del Sud-Est asiatico. Non è un

errore tecnico: è un imprinting culturale precisa.

Il cuore del problema non è la mancanza di dati sulle culture

non occidentali. È piuttosto il modo in cui questi dati vengono

interpretati, classificati e gerarchizzati. Le civiltà diverse da

quella occidentale non sono assenti: semplicemente, non ven­

gono riconosciute come produttori di sapere. Sono presenti nei

dataset, ma non partecipano alla costruzione del senso. Le loro

voci non vengono ignorate, ma restano senza risonanza.

Questo accade perché la gran

parte delle fonti considerate

autorevoli proviene dal mon­

do occidentale. Le altre forme

di conoscenza vengono filtrate

attraverso criteri occidentali

che definiscono ciò che è vali­

do, affidabile o scientifico. Così,

molte differenze non vengono

escluse: vengono ridimensio­

nate. Si ritrovano relegate a

margine, come curiosità cul­

turali più che come strutture

fondamentali di pensiero.

UMANESIMO 5.0

L’AI riflette soprattutto il mondo WEIRD: Western, Educated, In­

dustrialized, Rich, Democratic. È una categoria sociologica che

evidenzia come gran parte della ricerca, della produzione di

contenuti, delle metriche e delle valutazioni provenga da que­

sta minoranza globale. Un’IA costruita in un contesto WEIRD

finirà inevitabilmente per restituire risposte WEIRD. È il princi­

pio del weird-in → weird-out.

Come può un modello “includere” davvero se è stato addestra­

to quasi soltanto con dati provenienti da una parte del mon­

do? Il risultato non è un’intelligenza universale ma un riflesso

viziato, che amplifica la prospettiva di chi ha accesso a infra­

strutture, risorse e potere tecnologico.

In secondo luogo, serve un coinvolgimento attivo delle comuni­

tà nella progettazione dei modelli. Saranno loro a indicare cosa

rappresenta fedelmente la loro cultura includendo nuove me­

triche di valutazione, non basate soltanto su benchmark occi­

dentali, ma su criteri regionali, linguistici e culturali.

L’obiettivo non è costruire una tecnologia neutrale, ma una tec­

nologia onesta, consapevole della propria posizione nel mondo.

La tecnologia promette di es­

sere universale, ma è un’illu­

sione: non nasce da un equi­

librio globale, bensì da un

centro culturale dominante.

Anche la cosiddetta “gene­

ralizzazione” dell’AI, spesso

celebrata come capacità di

Rendere l’AI etica significa

allora lavorare su più livelli.

In primo luogo bisogna di­

versificare le fonti inclu­

dendo lingue, forme narra­

I limiti della trasparenza dei

modelli culturali usati devono

essere dichiarati apertamen­

te. Ogni sistema dovrebbe

In sostanza, l’AI può diven­

tare un ponte culturale o un

filtro culturale. Oggi è più fil­

tro che ponte. E la questione

etica centrale non è soltanto

TandC

comprendere ciò che non è

stato visto in fase di adde­

stramento, si rivela fragile.

Generalizzare non significa

includere: significa estende­

re schemi preesistenti. Se gli

schemi sono parziali, anche

l’estensione sarà parziale.

tive, strutture di pensiero

e sistemi simbolici non oc­

cidentali. Non si tratta di

aggiungere dati, ma di rie­

quilibrarne il peso.

esporre non solo con quali

dati è stato addestrato, ma

per quali popolazioni è effet­

tivamente affidabile.

tecnica, ma epistemica:

a chi stiamo dando voce?

E a chi la stiamo togliendo?

E perché? Quali sono gli inte­

ressi?

LLM: la vera sfida

è umana

Ora, partiamo dal concetto

che, per quanto noi utenti sia­

mo inclini a “giocare” da un

bel po’ con strumenti open

quali chat gpt, il termine “In­

telligenza Artificiale” è stato

coniato nel 1956. Il mondo

era pronto, noi forse ancora

no, ma questo la dice lunga

su quanto si fosse investito

negli anni su queste tecno­

logie. Nel dicembre 2025 Di­

sney ha speso un miliardo di

dollari in Open AI in un accor­

do triennale che comprende

la condivisione dei personag­

gi sulla piattaforma Sora per

l’istruzione dello strumento.

Qual è il fulcro, il limite che

è ad appannaggio dell’essere

umano di questa grandissima

rivoluzione? L’educazione.

ARTICOLO ON LINE

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L’ECOSISTEMA

DIGITALE

Elisa Furlani

Graphic Designer

Art Director

Classe 1986, disegno da

che ho memoria. Il mio in­

teresse per la grafica e la

comunicazione è capitato

quasi per caso fino a farmi

innamorare durante gli anni

dell’università. Dopo la for­

mazione accademica non

mi sono mai fermata e ho

continuato ad approfondire

argomenti che spaziano dai

social alla ux design, dalla

seo all’AI. Oggi mi occupo di

grafica e comunicazione per

una grande realtà nell’am­

bito delle assicurazioni.

NOVEMBRE 2025

Oggigiorno è impossibile restare impassibili difronte il feno­

meno dell’intelligenza artificiale.

C’è chi la usa per lavoro, chi per svago, chi solo per curiosità.

Molte persone non sanno, o poco sono interessate al fatto che

gli ambiti di applicazione di queste tecnologie sono tra le più

variegate. Statistica, immagini, programmazione e via discor­

rendo. C’è chi sostiene sia solo una bolla di sapone; l’ennesi­

mo capriccio tecnologico di cui vedremo il disinnamoramento

di qui a un paio d’anni. Si paragona agli NFT (Non-Fungible

Token), ovvero a quelle correnti artistiche di nicchia per le

quali si acquista un token digitale a garantirne l’autenticità.

Ma è davvero così?

Stiamo parlando di qualco­

sa che sta già accadendo e

di cui inevitabilmente fac­

ciamo o faremo parte, ma

spesso non sappiamo gover­

nare. È un po’ la differenza

che passa tra due persone

al maneggio, una che acca­

rezza un cavallo e l’altra va

a cavallo. Decisamente due

modi di approcciarsi diversi.

Non necessariamente a tutti

interessa andare a cavallo;

ma per farsi una passeggia­

ta e godersi appieno l’espe­

rienza forse sarebbe il caso

di prendere qualche lezione

di equitazione. La tecnologia

più utilizzata, nonché la più

potente a cui abbiamo acces­

Abbiamo

tentativi

limitati,

poi subentrano le versioni a

pagamento, ma soprattutto,

con una maggior chiarezza i

risultati sono davvero soddi­

sfacenti e possiamo trovare

aiuto in tante sfere del no­

stro quotidiano. Velocizzare

il lavoro togliendoci di dosso

le incombenze di momenti in

cui banalmente saremmo non

operativi o meno efficienti del­

la macchina per un compito

di poco conto. Abbozzare una

moodboard nella prima fase di

un progetto? Siate chiari. Co­

lori, emozioni, se quel proget­

to vi fa venire in mente la Sici­

lia o la Norvegia. Magari nella

seconda fase ribalterete tutto,

Cosa può fare quella macchina? Moltissimo, ma dipende da

voi. Istruitela. Imparate a comunicare e possibilmente, per ora,

fatelo in inglese. Il risultato sarà sorprendente. Quello che ci

stanno insegnando a fare è che per avere un’ottima risposta

bisogna saper prima porre un’ottima domanda. Bisogna avere

ben chiari i dati, il problema, la visione generale di ciò per cui

stiamo investendo tempo. Avevamo perso di vista la cognizio­

ne del tempo, il focus sul problema, la capacità di discutere.

Qui subentrano i LLM che ci impongono, come farebbero dei

bambini piccoli con troppe poche informazioni sul mondo, di

avere concetti più limpidi.

TandC

UMANESIMO 5.0

so a livello di scrittura sono

i LLM. Stiamo parlando di

Large Language Models. un

tipo avanzato di intelligenza

artificiale addestrato su enor­

mi quantità di testo e codice

per comprendere, generare e

analizzare il linguaggio uma­

no in modo sofisticato, ren­

dendo possibili attività come

la scrittura, la traduzione, il

riassunto e la creazione di

contenuti

conversazionali,

rivoluzionando l’interazione

uomo-macchina. Gpt-4 o Ge­

mini, insieme a molti altri,

ne fanno parte, e la maggior

parte degli utenti non ne han­

no idea. Accarezzano il caval­

lo e se ne vanno.

ma avrete un ottimo punto di

partenza. Se state lavoran­

do ad un libro per bambini e

dovete cercare tot parole che

iniziano con la lettera “G”,

scrivetelo. Fate sì che la LLM

sia uno scrittore di libri per

bambini e chiedetegli di sug­

gerirvi tot parole in lingua ita­

liana... Fatelo con diversi LLM.

Non tutti ragionano in modo

uguale; e no, non vi ruberanno

l’idea. Se Disney non sta tre­

mando che qualcuno rubi gli

Aristogatti direi che siamo tut­

ti in una botte di ferro. Parola

di una che vi ha appena fatto

una metafora sull’equitazione

ma a cavallo non ci salirebbe

mai! E buone Feste!

Coerenza: allineare

valori e azioni

In un tempo in cui il rumore delle opinioni sovrasta spesso

l’autenticità delle intenzioni, la coerenza emerge come una del­

le virtù più preziose e necessarie. Non è una qualità rigorosa,

né un tratto da perfezionisti, ma una bussola interiore che gui­

da le persone, le imprese e le istituzioni verso scelte in sinto­

nia con i propri valori. Essere coerenti significa vivere in alli­

neamento con ciò che si crede, fare in modo che le parole non

siano solo dichiarazioni di principio, ma anticipazioni di azioni

reali. E, soprattutto, significa avere il coraggio di ascoltare la

propria coscienza e agire in accordo con essa.

Nel vissuto individuale, la

coerenza genera pace inte­

riore. Quando ciò che pensia­

mo, ciò che diciamo e ciò che

facciamo si muovono nella

stessa direzione, sperimen­

tiamo un senso di integrità

profonda. Le contraddizioni

e i dubbi si dissolvono e al

loro posto emerge la solidi­

tà di chi ha scelto di essere

autentico. Anche nelle diffi­

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ARTICOLO ON LINE

L’ECOSISTEMA

DIGITALE

Trinca

Maria Luisa

Nata a Roma il 14 aprile

1961. Dopo una laurea in

Scienze Biologiche e un di­

ploma in counseling con

indirizzo gestaltico rela­

zionale, ho scoperto come

la biologia si integri con la

personalità in una visione

olistica dell’individuo. L’epi­

genetica e le neuroscienze

hanno unito le mie passioni.

Il legame tra corpo e mente

è legato alla percezione alla

consapevolezza del sé, fino

alla valutazione delle pro­

prie risorse e capacità. Oggi

mi occupo di sicurezza sul

lavoro, concentrandomi sui

rischi psicosociali correlati

allo stress.

Membro del Comitato Tecnico

Scientifico della Federazione

Innovazione e Sostenibiltà (FIS)

®

NOVEMBRE 2025

coltà, rimanere coerenti ver­

so se stessi, rappresenta un

orientamento sicuro, che ci

permette di prendere deci­

sioni basate su ciò che conta

davvero e che intimamente

ci risuona e non solo su ciò

che conviene. Non è, però,

sempre facile restare fedeli

a se stessi, ma è in quella fe­

deltà che si coltiva dignità e

autostima.

Nel mondo del lavoro, la coerenza è la chiave che dà valore

alle leadership, rende credibili le strategie e rafforza il senso

di appartenenza. Un’impresa che si dichiara attenta all’etica,

ma sfrutta le persone o danneggia l’ambiente, nuoce anche alla

propria reputazione. Al contrario, un’azienda coerente con i pro­

pri valori diventa un organismo vivo, credibile, capace di ispira­

re i collaboratori e i clienti. Non è solo una questione di strate­

gia di mercato, ma un modo virtuoso di dare valore alla propria

identità. La coerenza aziendale non si costruisce, infatti, con le

parole, ma con la cultura che si respira, attraverso le decisioni

che si prendono e il modo in cui si trattano le persone.

La coerenza non è mai perfetta. È una tensione continua tra ciò

che siamo e ciò che vorremmo essere. Ma proprio in questo sfor­

zo quotidiano, in questo desiderio di vivere con verità e integrità,

si rivela il suo valore profondo. È una forma di amore per la vita

che attraversa le persone, le organizzazioni e le nazioni. E quan­

do diventa reale rappresenta una leva potente di trasformazione.

Mahatma Gandhi

Nelle relazioni, la coeren­

za è la base della fiducia.

Le parole non bastano se

non sono sostenute da azio­

ni congruenti. Le promesse

devono diventare impegno

e l’impegno deve nutrirsi di

verità. Una persona coeren­

te è riconoscibile: è quella

che mantiene la parola data,

Lo stesso vale per le istitu­

zioni. Una democrazia ma­

tura si misura dalla capacità

delle sue strutture di agire

in coerenza con i principi che

proclama. Non si può parla­

re di giustizia senza prati­

carla. Non si può difendere

il bene comune se si sacrifi­

cano i diritti dei più deboli. I

cittadini hanno necessità di

che non agisce superficial­

mente, che sa assumersi la

responsabilità delle proprie

scelte. E così quando due o

più individui si incontrano

nella verità di ciò che sono,

senza maschere né contrad­

dizioni, le relazioni diventa­

no spazi di autenticità e ri­

spetto reciproco.

sentire che le scelte politiche

rispecchiano un ascolto au­

tentico dei loro bisogni, che

chi governa possiede una co­

scienza vigile e che c’è una

responsabilità condivisa nel­

le imprese che vengono rea­

lizzate. Quando le istituzioni

tradiscono questa coerenza,

si incrina il patto sociale e

cresce la sfiducia.

“LA FELICITÀ

È QUANDO CIÒ CHE PENSI,

CIÒ CHE DICI E CIÒ CHE FAI

SONO IN ARMONIA.”

TandC

UMANESIMO 5.0

Tra Dire e Fare:

l’equilibrio delle scelte

Tra dire e fare esiste uno spazio sottile, fatto di scelte quotidia­

ne. Nella comunicazione digitale è proprio lì che si gioca la cre­

dibilità: tra ciò che prometti e ciò che realizzi, tra l’immagine

che costruisci e il comportamento che adotti. La coerenza non è

immobilità, ma equilibrio consapevole. È la capacità di evolvere

senza tradirsi, di comunicare valori che trovano riscontro nei

fatti. In un contesto saturo di messaggi, è questa continuità a

trasformare la visibilità in fiducia.

“Non esiste vento favorevo­

le per il marinaio che non sa

dove andare,” scriveva Sene­

ca. Eppure, nella comunica­

zione digitale, troppo spesso

si naviga a vista. La coerenza

è il faro che illumina la rotta,

la bussola silenziosa che tra­

sforma i messaggi in reputa­

zione e la visibilità in fiducia.

Non è rigidità, è armonia. Es­

sere coerenti non significa non

cambiare mai, ma cambiare

restando fedeli a sé stessi.

ARTICOLO ON LINE

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L’ECOSISTEMA

DIGITALE

Mente

strategica,

anima

creativa, cuore digitale. Da

oltre 20 anni trasformo le

idee in azione, il caos in me­

todo, le parole in risultati.

Il mio mantra? Detto-fatto.

Ogni progetto è una sfida,

ogni sfida un’opportunità.

Organizzo, comunico, ispiro:

con entusiasmo e impatto.

Creo brand che lasciano il

segno, strategie che funzio­

nano, connessioni che con­

tano. Perché nel marketing,

come nella vita, non vince

chi parla di più, ma chi sa

farsi ricordare!

Roberta

Martinelli

Digital Marketing

Manager

Membro del Comitato Tecnico

Scientifico della Federazione

Innovazione e Sostenibiltà (FIS)

®

NOVEMBRE 2025

Nel marketing, la coerenza

è ciò che distingue un brand

riconoscibile da uno rumo­

roso. È la continuità tra ciò

che dici e ciò che fai, tra ciò

La comunicazione coerente

è anche un atto di rispetto:

verso chi ascolta, verso chi

lavora con noi, verso la ve­

rità. Nel digitale, la coerenza

è un algoritmo invisibile che

Viviamo in un’epoca dove la dissonanza cognitiva è il nuovo

rumore di fondo. Le aziende predicano valori e vendono illu­

sioni, i professionisti postano ispirazione e agiscono per con­

venienza. Ma il pubblico non è ingenuo: sente le stonature.

La coerenza è musica, e chi la pratica compone fiducia dura­

tura. È la forma più alta di autenticità, quella che non ha bi­

sogno di essere dichiarata, ma semplicemente si manifesta.

“IL MODO IN CUI FACCIAMO UNA COSA

È IL MODO IN CUI FACCIAMO TUTTE LE COSE.”

OGNI POST, OGNI E-MAIL, OGNI PAROLA

È UNA FIRMA ETICA CHE PARLA DI CHI SIAMO.

ESSERE COERENTI È UN ESERCIZIO DI INTEGRITÀ,

E FORSE ANCHE DI CORAGGIO. PERCHÉ,

NEL MONDO DEI FILTRI E DELLE MASCHERE,

SCEGLIERE DI ESSERE SÉ STESSI

È LA PIÙ RIVOLUZIONARIA DELLE STRATEGIE!

che prometti e ciò che con­

segni. È la differenza tra

storytelling

e

storybeing:

non raccontare una storia,

ma incarnarla.

premia la costanza, la chia­

rezza e la lealtà. È un impe­

gno quotidiano, una discipli­

na sottile che trasforma la

credibilità in capitale rela­

zionale.

TandC

UMANESIMO 5.0

Aula espansa

e apprendimento

Quando parlo di ambiente

come “Terzo Educatore”, ri­

chiamo l’intuizione di Loris

Malaguzzi, fondatore dell’ap­

proccio Reggio Emilia. Secon­

do questa visione, accanto

all’insegnante e al gruppo dei

pari, anche lo spazio fisico agi­

sce come agente formativo.

Un primo ostacolo da supera­

re è l’antropocentrismo spa­

Un esempio emblematico è la tipica disposizione dei banchi in

file frontali. Questa struttura:

dirige lo sguardo verso la cattedra,

favorisce dinamiche frontali e non cooperative,

limita lo scambio tra pari,

trasmette implicitamente l’idea di un sapere unidirezionale.

ziale, cioè l’idea che l’intero

ambiente

scolastico

debba

ruotare attorno a una figura

centrale — storicamente il do­

cente. Per secoli, le aule sono

state progettate come luoghi

in cui l’insegnante rappresen­

ta la fonte esclusiva del sape­

re e tutto il resto, dalla dispo­

sizione della luce agli arredi, è

considerato secondario.

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L’ECOSISTEMA

DIGITALE

Yenia Bartolini

Educatrice

Studentessa

di

Scienze

della Formazione Primaria,

con esperienza pluriennale

come educatrice e anima­

trice per bambini dai 5 ai

15 anni. Curiosa, solare e

appassionata di sport, por­

ta entusiasmo e creativi­

tà in ogni attività, unendo

competenze pedagogiche e

capacità relazionali per ac­

compagnare i bambini nel­

la crescita quotidiana.

NOVEMBRE 2025

Ci ho pensato a lungo, seduta sui banchi della mia facoltà, chie­

dendomi quanto l’ambiente in cui impariamo conti davvero. Le

aule in cui siamo cresciuti sono quasi sempre uguali: rettango­

li ordinati, banchi in fila, una cattedra al centro, quattro pareti

bianche o pastello. Questo modello rigido nasce da una visione

del sapere che, come futura maestra, sento di voler superare.

L’educazione di oggi ci invita a vedere l’ambiente non come un

semplice contenitore, ma come un vero “Terzo educatore”, ca­

pace di influenzare capacità cognitive, emotive e relazionali.

L’AMBIENTE COME TERZO EDUCATORE

E LO SPAZIO AULA

In questo modello, i compa­

gni diventano semplici “vicini

di banco” e non partner attivi

nel processo di conoscenza.

La visione di Malaguzzi ca­

povolge completamente que­

sto paradigma. Per lui, l’aula

Questo avviene perché la na­

tura favorisce l’apprendimen­

to situato, secondo cui la co­

noscenza si radica attraverso:

esperienza diretta,

coinvolgimento sensoriale,

attività corporea,

interazione sociale.

L’ambiente

naturale

diventa

Ripensare lo spazio significa

anche andare oltre l’aula e

riconoscere il valore dell’am­

biente esterno. In questo

senso,

l’Outdoor

Education

rappresenta

un

approccio

pedagogico centrale. Non si

tratta di portare i bambini

Per rendere tutto questo possibile, occorre che gli spazi siano:

flessibili, con arredi mobili e riconfigurabili;

funzionali, così da adattarsi ai diversi progetti didattici;

cooperativi, favorendo attività a gruppi o a coppie;

narranti, con pareti che documentano il percorso tramite

lavori, foto e materiali prodotti.

Disporre i banchi “a isole”, creare angoli tematici, permettere

ai bambini di scegliere dove e come lavorare sono passi fon­

damentali per superare la rigidità del modello tradizionale e

valorizzare l’autonomia.

Quando un bambino:

osserva un ecosistema,

misura la circonferenza di un albero,

sperimenta le caratteristiche del territorio,

manipola materiali naturali,

non sta semplicemente svolgendo un compito: sta rendendo la

conoscenza concreta, corporea e memorabile.

L’esplorazione del concetto di “aula espansa” e dell’ambiente

come “Terzo Educatore” porta a una verità semplice ma potente:

lo spazio modella l’apprendimento. Il modello tradizionale, rigido

e frontale, non è più sufficiente per formare bambini che dovran­

no muoversi in un mondo complesso e in continua evoluzione.

Allo stesso tempo, l’Outdoor Education mostra quanto la natu­

ra possa diventare un’estensione viva della scuola, un luogo in

cui il sapere prende forma attraverso l’esperienza. In definitiva,

l’ambiente — interno ed esterno — non è un semplice contenito­

re, ma un alleato pedagogico essenziale, capace di accompagna­

re il bambino nella costruzione di conoscenze autentiche e nel

riconoscersi parte attiva di un più vasto ecosistema.

TandC

UMANESIMO 5.0

deve diventare un luogo di

ricerca e non di trasmissione.

Ciò implica un ripensamento

radicale dell’ambiente come

spazio dinamico, capace di

evolvere e di raccontare il

percorso dei bambini.

quindi un laboratorio di vita re­

ale in cui il bambino sviluppa

competenze cognitive, emotive

e sociali, e impara a riconoscer­

si parte di un ecosistema più

ampio. In questo modo supera

anche la visione antropocentri­

ca, scoprendo la relazione pro­

fonda con ciò che lo circonda.

all’aperto una volta l’anno, ma

di integrare la natura nel pro­

cesso formativo quotidiano.

L’ambiente esterno non è uno

sfondo neutro, ma un contesto

ricco di stimoli che permette

di trasformare la conoscenza

astratta in esperienza vissuta.

OLTRE LE QUATTRO MURA:

IL GRANDE INSEGNANTE ESTERNO

GIOVANNI

PACE

SOFTWARE ARCHITECT

& ICT TRAINER

AUTOMAZIONE, DATA

GOVERNANCE,

TRASFORMAZIONE

DIGITALE

Sono un ingegnere informa­

tico che da anni supporta

aziende e pubbliche ammi­

nistrazioni nella trasforma­

zione digitale, nell’adozione

di tecnologie emergenti e

nella definizione di strate­

gie per la gestione dei dati.

Mi occupo di processi, for­

mazione ICT e integrazione

di soluzioni basate su IA e

automazione, sempre con

grande attenzione alla si­

curezza, alla governance e

alla conformità normativa.

ARTICOLO ON LINE

L’ECOSISTEMA

DIGITALE

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DICEMBRE 2025

LA SVOLTA

BLOCKCHAIN

NEI MARCATEMPO

CASO STUDIO

Nei sistemi di marcatempo, la precisione non basta a garantire va­

lore: ciò che conta davvero è la capacità del registro di resistere

a modifiche, omissioni o interventi non autorizzati. La Blockchain

introduce un modello distribuito che elimina il punto unico di fidu­

cia e rafforza la verificabilità degli eventi. In questo articolo esplo­

riamo come questi principi migliorino l’affidabilità dei marcatempo

e aprano nuove prospettive per la gestione operativa e la manu­

tenzione proattiva delle macchine in contesti aziendali complessi.

Questo approccio consente di certificare sequenze operative e ano­

malie con un livello di trasparenza prima difficile da ottenere.

La marcatura temporale è un elemento cruciale nei sistemi infor­

mativi aziendali perché definisce l’ordine degli eventi e sostiene

la credibilità dei processi. Nei modelli tradizionali, il timestamp

è conservato in database centralizzati che introducono vulne­

rabilità strutturali. Un attacco, un errore o un abuso di privilegi

possono alterare lo storico e compromettere audit e verifiche, so­

prattutto in ambienti regolamentati dove la coerenza cronologica

è essenziale. La loro affidabilità resta quindi legata alla sicurezza

dei sistemi che li raccolgono.

Esposizione del

problema / area

di intervento

TandC

CASO STUDIO

Esposizione dell’intervento

del consulente

Conclusioni

La Blockchain affronta tali

limiti grazie a un modello di­

stribuito: non esiste un uni­

co custode del dato, ma una

rete di nodi che ne condivido­

no la validazione. Ogni marca

L’applicazione più prometten­

te riguarda la manutenzione e

il monitoraggio delle macchine.

Ogni intervento tecnico, ogni

condizione anomala e ogni ciclo

Questa proprietà diventa particolarmente interessante nel mondo industriale, dove le macchine

generano continuamente dati e segnali: avvii, arresti, allarmi, variazioni di carico, interventi de­

gli operatori e manutenzioni programmate o straordinarie. Una volta registrati su Blockchain, tali

eventi non possono essere alterati senza lasciare tracce evidenti.

Le aziende possono integrare reti permissioned con ERP, MES e sistemi IoT, definendo regole di

consenso calibrate sul proprio contesto. Smart contract dedicati possono generare automatica­

mente la marcatura temporale al verificarsi di eventi rilevanti, riducendo errori manuali e aumen­

tando la continuità informativa. Questo approccio rende possibile una tracciabilità costante dell’im­

pianto e facilita sia le attività operative sia i controlli interni.

Nel medio periodo, la Blockchain permette di costruire registri storici condivisi che supportano

analisi di affidabilità, certificazioni e decisioni strategiche. La capacità di dimostrare in modo og­

gettivo come e quando una macchina ha modificato il proprio comportamento diventa un vantaggio

competitivo, soprattutto nei settori industriali più avanzati.

temporale diventa parte di

un blocco collegato critto­

graficamente al precedente,

e ogni modifica successiva

sarebbe immediatamente ri­

levabile. L’immutabilità deri­

di produzione possono essere

marcati e distribuiti automatica­

mente, creando una cronologia

verificabile. Ciò consente di rico­

struire il percorso di un guasto,

va dalla struttura stessa del

sistema e non da una sem­

plice garanzia contrattuale,

permettendo di ottenere log

affidabili anche in contesti

operativi complessi.

dimostrare l’esecuzione puntua­

le delle manutenzioni, verificare

condizioni operative scorrette e

individuare pattern utili alla ma­

nutenzione predittiva.

La Blockchain non sostituisce i sistemi di

marcatempo esistenti, ma li rende più ro­

busti e trasparenti, offrendo nuove oppor­

tunità per il monitoraggio delle macchine,

la manutenzione e l’audit. Il risultato è un

modello di gestione del dato più maturo e

affidabile, capace di rafforzare la continui­

tà operativa e la qualità decisionale.

HOW-TO...?

Come applicare la

Blockchain ai marcatempo

Implementare la Blockchain nei sistemi di marcatempo significa trasfor­

mare registri tradizionali, vulnerabili a modifiche o abusi di privilegio, in

log distribuiti e verificabili. Ecco come procedere operativamente:

Analizzare il flusso degli eventi

Mappa avvii, arresti, allarmi, interventi tecnici e se­

gnali generati dalle macchine.

Identifica quali eventi devono essere certificati.

Integrare la Blockchain con i sistemi esistenti

Collega PLC, SCADA, MES, ERP o piattaforme IoT.

Stabilizza il flusso dati affinché ogni evento possa es­

sere marcato e inviato alla rete.

Usare una rete permissioned

Definisci chi può validare, leggere o scrivere i dati.

Imposta regole di consenso coerenti con le policy

aziendali.

Automatizzare la marcatura temporale

Implementa smart contract che generano il time­

stamp non appena si verifica un evento critico.

Riduci così errori umani e omissioni.

Creare registri storici verificabili

Conserva interventi, anomalie, cicli di produzione e

manutenzioni in modo immutabile.

Utilizza lo storico per audit, analisi di affidabilità e ma­

nutenzione predittiva.

Monitorare e migliorare i processi

Usa i dati certificati per ricostruire guasti, verificare

comportamenti scorretti e individuare pattern.

Rafforza la continuità operativa e la trasparenza interna.

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