CONSULTANT BOOK
CASO STUDIO
LA SVOLTA BLOCKCHAIN
NEI MARCATEMPO
UMANESIMO 5.0
IL B2B 4.0:
DATI, FIDUCIA E AI
RIDISEGNANO IL
DIGITAL MARKETER
RE-infodemia
dell’ECOSISTEMA DIGITALE
UMANESIMO 5.0
LLM E CAVALLI
Tutti i diritti riservati. Il contenuto è di proprietà esclusiva ed è vietata qualsiasi forma di utilizzo, riproduzione, distribuzione o
modifica, totale o parziale, senza il preventivo consenso scritto.
I singoli articoli sono disponibili sul sito www.tandc.it.
N.12
Anno I
Dicembre
2025
TandC
UMANESIMO 5.0
WHICH HUMANS?
ERP DEMATERIAL
ECOSISTEMA DIGITALE
IL VALORE DELLE CONNESSIONI
UMANESIMO 5.0
ERP Dematerial è una piattaforma progettata per ottimizzare i flussi di lavoro attraverso un vero
e proprio ecosistema digitale. Il nostro obiettivo è quello di facilitare la collaborazione e le con
nessioni tra professionisti attraverso il supporto nella gestione di documenti, pratiche e progetti.
All’interno della piattaforma, vengono utilizzati modelli e prodotti informatici che integrano l’uti
lizzo di tecnologie all’avanguardia come l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, alle quali
viene affiancato l’intelletto umano e la sua capacità di analizzare i dati e di trasformarli in soluzio
ni concrete e applicabili.
Ogni componente di questo sistema lavora in modo sinergico per permettere alle aziende di otti
mizzare i propri processi e di diventare più efficienti e competitive. Infatti, la forza dell’ecosistema
digitale si trova proprio nell’unione tra intelletto umano e innovazione tecnologica, due fattori che
si incontrano per dare forma al futuro, ponendosi non come elementi opposti ma complementari.
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L’ECOSISTEMA DIGITALE:
IL VALORE DELLA COERENZA UMANA
L’introduzione di nuove tecnologie comporta
effetti “dumping” su vari aspetti sostanzia
li nella vita che giornalmente conduciamo
ed il lavoro, i consumi, la finanza oltre ogni
altro aspetto della nostra quotidianità, resta
condizionato dal corretto utilizzo di tali nuovi
strumenti. Rispetto all’introduzione dell’IA, il
modo di elaborare i dati è cambiato profon
damente, ma con il passare del tempo, lo sce
nario che si profila non è dei migliori. Infatti,
la deontologia sul corretto utilizzo di tali stru
menti, pone molti interrogativi, inducendo i
legislatori a legiferare in maniera organica a
tutela di privacy, copyright, proprietà intellet
tuali, metodologie scientifiche, ecc.
A tutto ciò, si aggiunge anche la necessità di
verificare la possibile formazione di una bolla
finanziaria legata all’IA, con valutazioni azio
narie molto elevate, enormi investimenti in
aziende tecnologiche, che sicuramente intro
ducono una crescita esponenziale dei fattura
ti, ma la redditività non è sempre un effetto
immediato. Inoltre, va valutato il fattore di
esporsi al rischio della speculazione dovu
to all’anticipo eccessivo dei risultati, con un
probabile crollo se i conti aziendali non sod
disfano le aspettative che avrebbe anche una
ripercussione su banche e mercati finanziari.
La mia personalissima idea, di creare un Eco
sistema Digitale, è necessariamente basata
sul concetto di focalizzare l’uomo al centro
del sistema e non lasciare che venga escluso
sempre di più, da un uso massivo di una tec
nologia che pensiamo possa “imparare” auto
nomamente, e quindi sostituirlo.
La rapida evoluzione delle tecnologie di intel
ligenza artificiale rappresenta una sfida com
plessa e richiede una risposta responsabile e
ponderata.
Ribadisco con forza la necessità di tutelare
il valore dell’essere umano ed i suoi diritti,
preservando, in questo modo, la natura intrin
seca della generazione del dato per limitarne
lo sfruttamento generato da piattaforme di IA
a garanzia dell’integrità e della sostenibilità
delle filiere, della protezione del lavoro dei
professionisti e degli intellettuali e più in ge
nerale ogni figura umana che abbia generato
un contenuto.
A tal proposito, è sempre più crescente il feno
meno delle richieste di risarcimento danni da
utilizzo improprio di strumenti IA, che induce
le stesse società di gestione ad implementare
nuove importanti funzionalità, per garantire
la gestione e la ripartizione dei diritti, cercan
do di presidiare gli abusi, con la definizione di
modelli di ricerca “etici” di utilizzo dei contenuti
nell’addestramento delle piattaforme.
L’analisi statistica degli errori che commette
una piattaforma IA, evidenzia, che nel momento
in cui non riesce ad individuare una risposta, la
INVENTA cercando di renderla plausibile, tipo il
“copia-incolla” di citazioni, che sembrano corret
te ma non poggiano su alcun fondamento reale
sia nei fatti, sia nel diritto.
All’interno dell’Ecosistema Digitale l’architettura
informatica rappresenta il fattore strategico per
garantire continuità, efficienza e innovazione, in
un contesto tecnologico in rapida evoluzione in
cui diventa essenziale individuare soluzioni che
semplifichino i processi e migliorino la qualità del
lavoro, così da ridurre la complessità e accelera
re i risultati. L’erogazione dei servizi, che richie
dono tempo ed energie, possono essere affrontati
con strumenti più intelligenti, affidabili e orientati
alle esigenze di chi ne fa richiesta, mantenendo
sempre e comunque il principio della elaborazio
ne e della coerenza, sulla soluzione proposta con
un uomo, che ne valuti l’adeguatezza.
L’uso dell’IA è utilizzato per verificare l’accura
tezza dei dati che più riflettono la realtà, perché
la coerenza è fondamentale per permettere di
prendere decisioni affidabili a garanzia che le
informazioni contenute nei sistemi di gestione,
siano sempre allineate all’infrastruttura in uso,
evitando aggiornamenti manuali o una mancata
integrazione tra sistemi, in maniera tale da non
sostituire l’esperienza degli analisti ma poten
ziarla. In questo modo, l’efficienza dell’AI si com
bina con la supervisione e l’esperienza umana,
garantendo un controllo totale sul processo.
Il nostro compito è avere un metodo basato su
soluzioni concrete costruite intorno alle esigen
ze reali di ogni organizzazione e mai avere solu
zioni preconfezionate.
“Questo è il potere delle persone”.
SEMPRE AVANTI…
ANGELO MURACA
CEO e Founder
di Tecnologie e Consulenze SRLS
Consulente finanziario
Docente e formatore in ambito
dematerializzazione cartacea e firma digitale
Membro CTS della FIS
con delega alla finanza
COPERTINA
IL B2B 4.0: DATI, FIDUCIA E AI RIDISEGNANO
IL RUOLO DEL DIGITAL MARKETER STRATEGICO
di Paola Manzi, Cosmica Digital Marketing
LLM: LA VERA SFIDA È UMANA
di Elisa Furlani, Graphic Designer
COERENZA ALLINEARE VALORI E AZIONI
di Maria Luisa Trinca, Biologa e Counselor relazionale
TRA DIRE E FARE: L’EQUILIBRIO DELLE SCELTE
di Roberta Martinelli, Digital Marketing
AULA ESPANSA E APPRENDIMENTO
di Yenia Bartolini, Educatrice
INDICE
L’ABBIGLIAMENTO DEL TECNICO VETERINARIO
di Beatrice Airaldi
WHICH HUMANS?
di Giuseppina Melino, Cosmica Digital Marketing
ECOSISTEMA DIGITALE
ECOSISTEMA DIGITALE
CONSULTANT BOOK
DELL’ECOSISTEMA DIGITALE
Anno I - N.12
Edizione Dicembre 2025
RE-infodemia
UMANESIMO 5.0
UMANESIMO 5.0
UMANESIMO 5.0
UMANESIMO 5.0
HOW-TO?
come applicare la blockchain ai marcatempo
LA SVOLTA BLOCKCHAIN NEI MARCATEMPO
Giovanni Pace, Cosmica Digital Marketing
CASO STUDIO
CASO STUDIO
IL
IL
IL
Il B2B 4.0:
dati, fiducia e AI ridisegnano il
ruolo del Digital Marketer Strategico
Il panorama del business-to-business ha vissuto una metamor
fosi profonda, accelerata nel 2025. L’epoca delle trattative len
te e dei processi rigidi è superata: oggi il B2B è un ecosiste
ma dinamico, interconnesso e fortemente digitalizzato. Non si
tratta più di un’opzione, ma del motore principale di ogni rela
zione e conversione. La spinta arriva da strategie data-driven,
automazioni evolute e advertising mirato. Le fonti più recenti
indicano che oltre l’80% delle interazioni B2B avviene ormai
tramite canali digitali. In questo contesto, saper leggere i dati,
progettare funnel efficaci e comunicare valore autentico è di
ventato decisivo.
Il 2025 ha cristallizzato una
svolta epocale nel marke
ting B2B: l’investimento si è
spostato dalle sole relazioni
consolidate verso l’efficien
za operativa e la misura
bilità. La platea di buyer e
decision-maker è ormai digi
tal-first, un dato confermato
dalla stima che oltre l’80%
delle
interazioni
avvenga
Questa transizione trova conferma nei dati: in Italia il B2B Digi
tal Commerce di prodotto ha raggiunto 278 miliardi di euro nel
2024, con una crescita del 5%. È il segnale di una maturazione
concreta della domanda digitale e della progressiva centralità
dei canali online nelle relazioni tra imprese.
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ARTICOLO ON LINE
L’ECOSISTEMA
DIGITALE
DICEMBRE 2025
Paola Manzi
Digital Marketer
Cosmica
Digital Marketing
Digital marketer e forma
trice, fa parte del team di
Cosmica Digital Marketing,
un collettivo che combina
tecnologia e creatività per
offrire strategie innovative
e umane. Nel loro lavoro,
valorizzano il cliente come
centro di ogni azione, pro
muovendo un marketing
che mette al primo posto
le persone.
su canali digitali. Le azien
de più lungimiranti stanno
rispondendo a questa evo
luzione adottando strategie
intensamente
data-driven.
L’integrazione sinergica tra
sistemi CRM, analytics avan
zati e automazione permette
di mappare con precisione il
customer journey e anticipa
re bisogni e comportamenti.
LA SVOLTA DATA-DRIVEN E L’ASCESA
DELL’ADVERTISING STRATEGICO
In questo scenario, l’adverti
sing digitale assume un ruolo
decisivo. È passato dall’essere
vetrina a motore strategico di
lead generation, brand aware
ness e crescita sostenibile. Le
aziende che integrano strate
gie basate su dati e automa
zione ottengono performance
L’intelligenza artificiale am
plifica ulteriormente questa
trasformazione:
dall’anali
si predittiva alla profilazione
dinamica, dal lead scoring
all’orchestrazione di journey
Le sfide restano: molte im
prese non dispongono di
CRM integrati, non raccolgo
no dati in modo strutturato e
non possiedono una visione
organica del customer jour
Parallelamente, contenuti, fiducia e personalizzazione rappre
sentano la nuova valuta competitiva. Articoli long-form, whi
te-paper, casi studio, webinar e video sono strumenti cruciali
per costruire autorevolezza. Il 2025 ha sancito la piena matu
razione del video marketing, sempre più adottato dai marke
ter B2B grazie alla sua capacità di coniugare chiarezza, im
mediatezza e narrazione professionale.
Il ruolo del consulente di digital marketing cambia radical
mente: da esecutore a partner strategico. Non basta più gesti
re campagne; occorre guidare la transizione digitale, interpre
tare i dati, costruire percorsi strategici e instaurare fiducia.
Questo implica mappare il customer journey, definire KPI mi
surabili, creare contenuti di valore, utilizzare AI e automazio
ne e adottare una logica di ottimizzazione continua.
Il B2B contemporaneo è un ecosistema dinamico, dove ad
vertising data-driven, content strategy e AI ridefiniscono le
regole. Per il consulente professionale significa anticipare,
non adattarsi. Chi sa leggere i dati, cogliere i bisogni e tra
sformarli in valore concreto costruisce risultati duraturi e un
posizionamento solido in un mercato in costante evoluzione.
Un orizzonte che evolve.
CONTENUTI, FIDUCIA E PERSONALIZZAZIONE:
LA NUOVA VALUTA DEL B2B
L’EVOLUZIONE DEL CONSULENTE:
DA ESECUTORE A PARTNER STRATEGICO
LE SFIDE DEL FUTURO PROSSIMO
superiori: campagne più mira
te, comunicazione più aderente
ai bisogni reali e un customer
journey più fluido. Segmenta
zioni intelligenti, copy orien
tato alla conversione e flussi
automatizzati diventano quindi
asset irrinunciabili.
iper-personalizzati. In un con
testo così evoluto, la fiducia —
costruita attraverso coerenza,
trasparenza e valore — diventa
la leva essenziale per avviare
e mantenere relazioni solide.
ney. Ma proprio qui emerge
il vantaggio competitivo dei
professionisti formati: stra
tegia, competenza e visione
sistemica diventano la vera
differenza.
UMANESIMO 5.0
TandC
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ARTICOLO ON LINE
L’ECOSISTEMA
DIGITALE
DICEMBRE 2025
Which Humans?
Giuseppina
Melino
Social Media Marketer
Cosmica Digital Marketing
Social Media Marketer.
Esperta in analisi strategi
ca, creazione di piani edito
riali e sviluppo di contenuti
digitali. Specializzata in
analisi del cliente, competi
tor, copywriting, montaggio
video e grafica per i social.
Supporto i clienti nel rag
giungimento dei loro obiet
tivi
attraverso
l’ascolto
attivo, la curiosità e la cre
atività.
L’intelligenza artificiale viene spesso percepita come uno stru
mento neutrale, capace di rappresentare il mondo nella sua
interezza. Ma i dati raccontano altro. Una ricerca di Harvard
(Which Humans?) mostra che l’IA riflette appena il 15% dell’u
manità: tutto il resto è presente solo come eco lontana. Chat
GPT, ad esempio, comprende gli americani al 70%, ma scende
intorno al 20% con le persone del Sud-Est asiatico. Non è un
errore tecnico: è un imprinting culturale precisa.
Il cuore del problema non è la mancanza di dati sulle culture
non occidentali. È piuttosto il modo in cui questi dati vengono
interpretati, classificati e gerarchizzati. Le civiltà diverse da
quella occidentale non sono assenti: semplicemente, non ven
gono riconosciute come produttori di sapere. Sono presenti nei
dataset, ma non partecipano alla costruzione del senso. Le loro
voci non vengono ignorate, ma restano senza risonanza.
Questo accade perché la gran
parte delle fonti considerate
autorevoli proviene dal mon
do occidentale. Le altre forme
di conoscenza vengono filtrate
attraverso criteri occidentali
che definiscono ciò che è vali
do, affidabile o scientifico. Così,
molte differenze non vengono
escluse: vengono ridimensio
nate. Si ritrovano relegate a
margine, come curiosità cul
turali più che come strutture
fondamentali di pensiero.
UMANESIMO 5.0
L’AI riflette soprattutto il mondo WEIRD: Western, Educated, In
dustrialized, Rich, Democratic. È una categoria sociologica che
evidenzia come gran parte della ricerca, della produzione di
contenuti, delle metriche e delle valutazioni provenga da que
sta minoranza globale. Un’IA costruita in un contesto WEIRD
finirà inevitabilmente per restituire risposte WEIRD. È il princi
pio del weird-in → weird-out.
Come può un modello “includere” davvero se è stato addestra
to quasi soltanto con dati provenienti da una parte del mon
do? Il risultato non è un’intelligenza universale ma un riflesso
viziato, che amplifica la prospettiva di chi ha accesso a infra
strutture, risorse e potere tecnologico.
In secondo luogo, serve un coinvolgimento attivo delle comuni
tà nella progettazione dei modelli. Saranno loro a indicare cosa
rappresenta fedelmente la loro cultura includendo nuove me
triche di valutazione, non basate soltanto su benchmark occi
dentali, ma su criteri regionali, linguistici e culturali.
L’obiettivo non è costruire una tecnologia neutrale, ma una tec
nologia onesta, consapevole della propria posizione nel mondo.
La tecnologia promette di es
sere universale, ma è un’illu
sione: non nasce da un equi
librio globale, bensì da un
centro culturale dominante.
Anche la cosiddetta “gene
ralizzazione” dell’AI, spesso
celebrata come capacità di
Rendere l’AI etica significa
allora lavorare su più livelli.
In primo luogo bisogna di
versificare le fonti inclu
dendo lingue, forme narra
I limiti della trasparenza dei
modelli culturali usati devono
essere dichiarati apertamen
te. Ogni sistema dovrebbe
In sostanza, l’AI può diven
tare un ponte culturale o un
filtro culturale. Oggi è più fil
tro che ponte. E la questione
etica centrale non è soltanto
TandC
comprendere ciò che non è
stato visto in fase di adde
stramento, si rivela fragile.
Generalizzare non significa
includere: significa estende
re schemi preesistenti. Se gli
schemi sono parziali, anche
l’estensione sarà parziale.
tive, strutture di pensiero
e sistemi simbolici non oc
cidentali. Non si tratta di
aggiungere dati, ma di rie
quilibrarne il peso.
esporre non solo con quali
dati è stato addestrato, ma
per quali popolazioni è effet
tivamente affidabile.
tecnica, ma epistemica:
a chi stiamo dando voce?
E a chi la stiamo togliendo?
E perché? Quali sono gli inte
ressi?
LLM: la vera sfida
è umana
Ora, partiamo dal concetto
che, per quanto noi utenti sia
mo inclini a “giocare” da un
bel po’ con strumenti open
quali chat gpt, il termine “In
telligenza Artificiale” è stato
coniato nel 1956. Il mondo
era pronto, noi forse ancora
no, ma questo la dice lunga
su quanto si fosse investito
negli anni su queste tecno
logie. Nel dicembre 2025 Di
sney ha speso un miliardo di
dollari in Open AI in un accor
do triennale che comprende
la condivisione dei personag
gi sulla piattaforma Sora per
l’istruzione dello strumento.
Qual è il fulcro, il limite che
è ad appannaggio dell’essere
umano di questa grandissima
rivoluzione? L’educazione.
ARTICOLO ON LINE
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L’ECOSISTEMA
DIGITALE
Elisa Furlani
Graphic Designer
Art Director
Classe 1986, disegno da
che ho memoria. Il mio in
teresse per la grafica e la
comunicazione è capitato
quasi per caso fino a farmi
innamorare durante gli anni
dell’università. Dopo la for
mazione accademica non
mi sono mai fermata e ho
continuato ad approfondire
argomenti che spaziano dai
social alla ux design, dalla
seo all’AI. Oggi mi occupo di
grafica e comunicazione per
una grande realtà nell’am
bito delle assicurazioni.
NOVEMBRE 2025
Oggigiorno è impossibile restare impassibili difronte il feno
meno dell’intelligenza artificiale.
C’è chi la usa per lavoro, chi per svago, chi solo per curiosità.
Molte persone non sanno, o poco sono interessate al fatto che
gli ambiti di applicazione di queste tecnologie sono tra le più
variegate. Statistica, immagini, programmazione e via discor
rendo. C’è chi sostiene sia solo una bolla di sapone; l’ennesi
mo capriccio tecnologico di cui vedremo il disinnamoramento
di qui a un paio d’anni. Si paragona agli NFT (Non-Fungible
Token), ovvero a quelle correnti artistiche di nicchia per le
quali si acquista un token digitale a garantirne l’autenticità.
Ma è davvero così?
Stiamo parlando di qualco
sa che sta già accadendo e
di cui inevitabilmente fac
ciamo o faremo parte, ma
spesso non sappiamo gover
nare. È un po’ la differenza
che passa tra due persone
al maneggio, una che acca
rezza un cavallo e l’altra va
a cavallo. Decisamente due
modi di approcciarsi diversi.
Non necessariamente a tutti
interessa andare a cavallo;
ma per farsi una passeggia
ta e godersi appieno l’espe
rienza forse sarebbe il caso
di prendere qualche lezione
di equitazione. La tecnologia
più utilizzata, nonché la più
potente a cui abbiamo acces
Abbiamo
tentativi
limitati,
poi subentrano le versioni a
pagamento, ma soprattutto,
con una maggior chiarezza i
risultati sono davvero soddi
sfacenti e possiamo trovare
aiuto in tante sfere del no
stro quotidiano. Velocizzare
il lavoro togliendoci di dosso
le incombenze di momenti in
cui banalmente saremmo non
operativi o meno efficienti del
la macchina per un compito
di poco conto. Abbozzare una
moodboard nella prima fase di
un progetto? Siate chiari. Co
lori, emozioni, se quel proget
to vi fa venire in mente la Sici
lia o la Norvegia. Magari nella
seconda fase ribalterete tutto,
Cosa può fare quella macchina? Moltissimo, ma dipende da
voi. Istruitela. Imparate a comunicare e possibilmente, per ora,
fatelo in inglese. Il risultato sarà sorprendente. Quello che ci
stanno insegnando a fare è che per avere un’ottima risposta
bisogna saper prima porre un’ottima domanda. Bisogna avere
ben chiari i dati, il problema, la visione generale di ciò per cui
stiamo investendo tempo. Avevamo perso di vista la cognizio
ne del tempo, il focus sul problema, la capacità di discutere.
Qui subentrano i LLM che ci impongono, come farebbero dei
bambini piccoli con troppe poche informazioni sul mondo, di
avere concetti più limpidi.
TandC
UMANESIMO 5.0
so a livello di scrittura sono
i LLM. Stiamo parlando di
Large Language Models. un
tipo avanzato di intelligenza
artificiale addestrato su enor
mi quantità di testo e codice
per comprendere, generare e
analizzare il linguaggio uma
no in modo sofisticato, ren
dendo possibili attività come
la scrittura, la traduzione, il
riassunto e la creazione di
contenuti
conversazionali,
rivoluzionando l’interazione
uomo-macchina. Gpt-4 o Ge
mini, insieme a molti altri,
ne fanno parte, e la maggior
parte degli utenti non ne han
no idea. Accarezzano il caval
lo e se ne vanno.
ma avrete un ottimo punto di
partenza. Se state lavoran
do ad un libro per bambini e
dovete cercare tot parole che
iniziano con la lettera “G”,
scrivetelo. Fate sì che la LLM
sia uno scrittore di libri per
bambini e chiedetegli di sug
gerirvi tot parole in lingua ita
liana... Fatelo con diversi LLM.
Non tutti ragionano in modo
uguale; e no, non vi ruberanno
l’idea. Se Disney non sta tre
mando che qualcuno rubi gli
Aristogatti direi che siamo tut
ti in una botte di ferro. Parola
di una che vi ha appena fatto
una metafora sull’equitazione
ma a cavallo non ci salirebbe
mai! E buone Feste!
Coerenza: allineare
valori e azioni
In un tempo in cui il rumore delle opinioni sovrasta spesso
l’autenticità delle intenzioni, la coerenza emerge come una del
le virtù più preziose e necessarie. Non è una qualità rigorosa,
né un tratto da perfezionisti, ma una bussola interiore che gui
da le persone, le imprese e le istituzioni verso scelte in sinto
nia con i propri valori. Essere coerenti significa vivere in alli
neamento con ciò che si crede, fare in modo che le parole non
siano solo dichiarazioni di principio, ma anticipazioni di azioni
reali. E, soprattutto, significa avere il coraggio di ascoltare la
propria coscienza e agire in accordo con essa.
Nel vissuto individuale, la
coerenza genera pace inte
riore. Quando ciò che pensia
mo, ciò che diciamo e ciò che
facciamo si muovono nella
stessa direzione, sperimen
tiamo un senso di integrità
profonda. Le contraddizioni
e i dubbi si dissolvono e al
loro posto emerge la solidi
tà di chi ha scelto di essere
autentico. Anche nelle diffi
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ARTICOLO ON LINE
L’ECOSISTEMA
DIGITALE
Trinca
Maria Luisa
Nata a Roma il 14 aprile
1961. Dopo una laurea in
Scienze Biologiche e un di
ploma in counseling con
indirizzo gestaltico rela
zionale, ho scoperto come
la biologia si integri con la
personalità in una visione
olistica dell’individuo. L’epi
genetica e le neuroscienze
hanno unito le mie passioni.
Il legame tra corpo e mente
è legato alla percezione alla
consapevolezza del sé, fino
alla valutazione delle pro
prie risorse e capacità. Oggi
mi occupo di sicurezza sul
lavoro, concentrandomi sui
rischi psicosociali correlati
allo stress.
Membro del Comitato Tecnico
Scientifico della Federazione
Innovazione e Sostenibiltà (FIS)
®
NOVEMBRE 2025
coltà, rimanere coerenti ver
so se stessi, rappresenta un
orientamento sicuro, che ci
permette di prendere deci
sioni basate su ciò che conta
davvero e che intimamente
ci risuona e non solo su ciò
che conviene. Non è, però,
sempre facile restare fedeli
a se stessi, ma è in quella fe
deltà che si coltiva dignità e
autostima.
Nel mondo del lavoro, la coerenza è la chiave che dà valore
alle leadership, rende credibili le strategie e rafforza il senso
di appartenenza. Un’impresa che si dichiara attenta all’etica,
ma sfrutta le persone o danneggia l’ambiente, nuoce anche alla
propria reputazione. Al contrario, un’azienda coerente con i pro
pri valori diventa un organismo vivo, credibile, capace di ispira
re i collaboratori e i clienti. Non è solo una questione di strate
gia di mercato, ma un modo virtuoso di dare valore alla propria
identità. La coerenza aziendale non si costruisce, infatti, con le
parole, ma con la cultura che si respira, attraverso le decisioni
che si prendono e il modo in cui si trattano le persone.
La coerenza non è mai perfetta. È una tensione continua tra ciò
che siamo e ciò che vorremmo essere. Ma proprio in questo sfor
zo quotidiano, in questo desiderio di vivere con verità e integrità,
si rivela il suo valore profondo. È una forma di amore per la vita
che attraversa le persone, le organizzazioni e le nazioni. E quan
do diventa reale rappresenta una leva potente di trasformazione.
Mahatma Gandhi
Nelle relazioni, la coeren
za è la base della fiducia.
Le parole non bastano se
non sono sostenute da azio
ni congruenti. Le promesse
devono diventare impegno
e l’impegno deve nutrirsi di
verità. Una persona coeren
te è riconoscibile: è quella
che mantiene la parola data,
Lo stesso vale per le istitu
zioni. Una democrazia ma
tura si misura dalla capacità
delle sue strutture di agire
in coerenza con i principi che
proclama. Non si può parla
re di giustizia senza prati
carla. Non si può difendere
il bene comune se si sacrifi
cano i diritti dei più deboli. I
cittadini hanno necessità di
che non agisce superficial
mente, che sa assumersi la
responsabilità delle proprie
scelte. E così quando due o
più individui si incontrano
nella verità di ciò che sono,
senza maschere né contrad
dizioni, le relazioni diventa
no spazi di autenticità e ri
spetto reciproco.
sentire che le scelte politiche
rispecchiano un ascolto au
tentico dei loro bisogni, che
chi governa possiede una co
scienza vigile e che c’è una
responsabilità condivisa nel
le imprese che vengono rea
lizzate. Quando le istituzioni
tradiscono questa coerenza,
si incrina il patto sociale e
cresce la sfiducia.
“LA FELICITÀ
È QUANDO CIÒ CHE PENSI,
CIÒ CHE DICI E CIÒ CHE FAI
SONO IN ARMONIA.”
TandC
UMANESIMO 5.0
Tra Dire e Fare:
l’equilibrio delle scelte
Tra dire e fare esiste uno spazio sottile, fatto di scelte quotidia
ne. Nella comunicazione digitale è proprio lì che si gioca la cre
dibilità: tra ciò che prometti e ciò che realizzi, tra l’immagine
che costruisci e il comportamento che adotti. La coerenza non è
immobilità, ma equilibrio consapevole. È la capacità di evolvere
senza tradirsi, di comunicare valori che trovano riscontro nei
fatti. In un contesto saturo di messaggi, è questa continuità a
trasformare la visibilità in fiducia.
“Non esiste vento favorevo
le per il marinaio che non sa
dove andare,” scriveva Sene
ca. Eppure, nella comunica
zione digitale, troppo spesso
si naviga a vista. La coerenza
è il faro che illumina la rotta,
la bussola silenziosa che tra
sforma i messaggi in reputa
zione e la visibilità in fiducia.
Non è rigidità, è armonia. Es
sere coerenti non significa non
cambiare mai, ma cambiare
restando fedeli a sé stessi.
ARTICOLO ON LINE
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L’ECOSISTEMA
DIGITALE
Mente
strategica,
anima
creativa, cuore digitale. Da
oltre 20 anni trasformo le
idee in azione, il caos in me
todo, le parole in risultati.
Il mio mantra? Detto-fatto.
Ogni progetto è una sfida,
ogni sfida un’opportunità.
Organizzo, comunico, ispiro:
con entusiasmo e impatto.
Creo brand che lasciano il
segno, strategie che funzio
nano, connessioni che con
tano. Perché nel marketing,
come nella vita, non vince
chi parla di più, ma chi sa
farsi ricordare!
Roberta
Martinelli
Digital Marketing
Manager
Membro del Comitato Tecnico
Scientifico della Federazione
Innovazione e Sostenibiltà (FIS)
®
NOVEMBRE 2025
Nel marketing, la coerenza
è ciò che distingue un brand
riconoscibile da uno rumo
roso. È la continuità tra ciò
che dici e ciò che fai, tra ciò
La comunicazione coerente
è anche un atto di rispetto:
verso chi ascolta, verso chi
lavora con noi, verso la ve
rità. Nel digitale, la coerenza
è un algoritmo invisibile che
Viviamo in un’epoca dove la dissonanza cognitiva è il nuovo
rumore di fondo. Le aziende predicano valori e vendono illu
sioni, i professionisti postano ispirazione e agiscono per con
venienza. Ma il pubblico non è ingenuo: sente le stonature.
La coerenza è musica, e chi la pratica compone fiducia dura
tura. È la forma più alta di autenticità, quella che non ha bi
sogno di essere dichiarata, ma semplicemente si manifesta.
“IL MODO IN CUI FACCIAMO UNA COSA
È IL MODO IN CUI FACCIAMO TUTTE LE COSE.”
OGNI POST, OGNI E-MAIL, OGNI PAROLA
È UNA FIRMA ETICA CHE PARLA DI CHI SIAMO.
ESSERE COERENTI È UN ESERCIZIO DI INTEGRITÀ,
E FORSE ANCHE DI CORAGGIO. PERCHÉ,
NEL MONDO DEI FILTRI E DELLE MASCHERE,
SCEGLIERE DI ESSERE SÉ STESSI
È LA PIÙ RIVOLUZIONARIA DELLE STRATEGIE!
che prometti e ciò che con
segni. È la differenza tra
storytelling
e
storybeing:
non raccontare una storia,
ma incarnarla.
premia la costanza, la chia
rezza e la lealtà. È un impe
gno quotidiano, una discipli
na sottile che trasforma la
credibilità in capitale rela
zionale.
TandC
UMANESIMO 5.0
Aula espansa
e apprendimento
Quando parlo di ambiente
come “Terzo Educatore”, ri
chiamo l’intuizione di Loris
Malaguzzi, fondatore dell’ap
proccio Reggio Emilia. Secon
do questa visione, accanto
all’insegnante e al gruppo dei
pari, anche lo spazio fisico agi
sce come agente formativo.
Un primo ostacolo da supera
re è l’antropocentrismo spa
Un esempio emblematico è la tipica disposizione dei banchi in
file frontali. Questa struttura:
•
dirige lo sguardo verso la cattedra,
•
favorisce dinamiche frontali e non cooperative,
•
limita lo scambio tra pari,
•
trasmette implicitamente l’idea di un sapere unidirezionale.
ziale, cioè l’idea che l’intero
ambiente
scolastico
debba
ruotare attorno a una figura
centrale — storicamente il do
cente. Per secoli, le aule sono
state progettate come luoghi
in cui l’insegnante rappresen
ta la fonte esclusiva del sape
re e tutto il resto, dalla dispo
sizione della luce agli arredi, è
considerato secondario.
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L’ECOSISTEMA
DIGITALE
Yenia Bartolini
Educatrice
Studentessa
di
Scienze
della Formazione Primaria,
con esperienza pluriennale
come educatrice e anima
trice per bambini dai 5 ai
15 anni. Curiosa, solare e
appassionata di sport, por
ta entusiasmo e creativi
tà in ogni attività, unendo
competenze pedagogiche e
capacità relazionali per ac
compagnare i bambini nel
la crescita quotidiana.
NOVEMBRE 2025
Ci ho pensato a lungo, seduta sui banchi della mia facoltà, chie
dendomi quanto l’ambiente in cui impariamo conti davvero. Le
aule in cui siamo cresciuti sono quasi sempre uguali: rettango
li ordinati, banchi in fila, una cattedra al centro, quattro pareti
bianche o pastello. Questo modello rigido nasce da una visione
del sapere che, come futura maestra, sento di voler superare.
L’educazione di oggi ci invita a vedere l’ambiente non come un
semplice contenitore, ma come un vero “Terzo educatore”, ca
pace di influenzare capacità cognitive, emotive e relazionali.
L’AMBIENTE COME TERZO EDUCATORE
E LO SPAZIO AULA
In questo modello, i compa
gni diventano semplici “vicini
di banco” e non partner attivi
nel processo di conoscenza.
La visione di Malaguzzi ca
povolge completamente que
sto paradigma. Per lui, l’aula
Questo avviene perché la na
tura favorisce l’apprendimen
to situato, secondo cui la co
noscenza si radica attraverso:
•
esperienza diretta,
•
coinvolgimento sensoriale,
•
attività corporea,
•
interazione sociale.
L’ambiente
naturale
diventa
Ripensare lo spazio significa
anche andare oltre l’aula e
riconoscere il valore dell’am
biente esterno. In questo
senso,
l’Outdoor
Education
rappresenta
un
approccio
pedagogico centrale. Non si
tratta di portare i bambini
Per rendere tutto questo possibile, occorre che gli spazi siano:
•
flessibili, con arredi mobili e riconfigurabili;
•
funzionali, così da adattarsi ai diversi progetti didattici;
•
cooperativi, favorendo attività a gruppi o a coppie;
•
narranti, con pareti che documentano il percorso tramite
lavori, foto e materiali prodotti.
Disporre i banchi “a isole”, creare angoli tematici, permettere
ai bambini di scegliere dove e come lavorare sono passi fon
damentali per superare la rigidità del modello tradizionale e
valorizzare l’autonomia.
Quando un bambino:
•
osserva un ecosistema,
•
misura la circonferenza di un albero,
•
sperimenta le caratteristiche del territorio,
•
manipola materiali naturali,
non sta semplicemente svolgendo un compito: sta rendendo la
conoscenza concreta, corporea e memorabile.
L’esplorazione del concetto di “aula espansa” e dell’ambiente
come “Terzo Educatore” porta a una verità semplice ma potente:
lo spazio modella l’apprendimento. Il modello tradizionale, rigido
e frontale, non è più sufficiente per formare bambini che dovran
no muoversi in un mondo complesso e in continua evoluzione.
Allo stesso tempo, l’Outdoor Education mostra quanto la natu
ra possa diventare un’estensione viva della scuola, un luogo in
cui il sapere prende forma attraverso l’esperienza. In definitiva,
l’ambiente — interno ed esterno — non è un semplice contenito
re, ma un alleato pedagogico essenziale, capace di accompagna
re il bambino nella costruzione di conoscenze autentiche e nel
riconoscersi parte attiva di un più vasto ecosistema.
TandC
UMANESIMO 5.0
deve diventare un luogo di
ricerca e non di trasmissione.
Ciò implica un ripensamento
radicale dell’ambiente come
spazio dinamico, capace di
evolvere e di raccontare il
percorso dei bambini.
quindi un laboratorio di vita re
ale in cui il bambino sviluppa
competenze cognitive, emotive
e sociali, e impara a riconoscer
si parte di un ecosistema più
ampio. In questo modo supera
anche la visione antropocentri
ca, scoprendo la relazione pro
fonda con ciò che lo circonda.
all’aperto una volta l’anno, ma
di integrare la natura nel pro
cesso formativo quotidiano.
L’ambiente esterno non è uno
sfondo neutro, ma un contesto
ricco di stimoli che permette
di trasformare la conoscenza
astratta in esperienza vissuta.
OLTRE LE QUATTRO MURA:
IL GRANDE INSEGNANTE ESTERNO
GIOVANNI
PACE
SOFTWARE ARCHITECT
& ICT TRAINER
AUTOMAZIONE, DATA
GOVERNANCE,
TRASFORMAZIONE
DIGITALE
Sono un ingegnere informa
tico che da anni supporta
aziende e pubbliche ammi
nistrazioni nella trasforma
zione digitale, nell’adozione
di tecnologie emergenti e
nella definizione di strate
gie per la gestione dei dati.
Mi occupo di processi, for
mazione ICT e integrazione
di soluzioni basate su IA e
automazione, sempre con
grande attenzione alla si
curezza, alla governance e
alla conformità normativa.
ARTICOLO ON LINE
L’ECOSISTEMA
DIGITALE
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DICEMBRE 2025
LA SVOLTA
BLOCKCHAIN
NEI MARCATEMPO
CASO STUDIO
Nei sistemi di marcatempo, la precisione non basta a garantire va
lore: ciò che conta davvero è la capacità del registro di resistere
a modifiche, omissioni o interventi non autorizzati. La Blockchain
introduce un modello distribuito che elimina il punto unico di fidu
cia e rafforza la verificabilità degli eventi. In questo articolo esplo
riamo come questi principi migliorino l’affidabilità dei marcatempo
e aprano nuove prospettive per la gestione operativa e la manu
tenzione proattiva delle macchine in contesti aziendali complessi.
Questo approccio consente di certificare sequenze operative e ano
malie con un livello di trasparenza prima difficile da ottenere.
La marcatura temporale è un elemento cruciale nei sistemi infor
mativi aziendali perché definisce l’ordine degli eventi e sostiene
la credibilità dei processi. Nei modelli tradizionali, il timestamp
è conservato in database centralizzati che introducono vulne
rabilità strutturali. Un attacco, un errore o un abuso di privilegi
possono alterare lo storico e compromettere audit e verifiche, so
prattutto in ambienti regolamentati dove la coerenza cronologica
è essenziale. La loro affidabilità resta quindi legata alla sicurezza
dei sistemi che li raccolgono.
Esposizione del
problema / area
di intervento
TandC
CASO STUDIO
Esposizione dell’intervento
del consulente
Conclusioni
La Blockchain affronta tali
limiti grazie a un modello di
stribuito: non esiste un uni
co custode del dato, ma una
rete di nodi che ne condivido
no la validazione. Ogni marca
L’applicazione più prometten
te riguarda la manutenzione e
il monitoraggio delle macchine.
Ogni intervento tecnico, ogni
condizione anomala e ogni ciclo
Questa proprietà diventa particolarmente interessante nel mondo industriale, dove le macchine
generano continuamente dati e segnali: avvii, arresti, allarmi, variazioni di carico, interventi de
gli operatori e manutenzioni programmate o straordinarie. Una volta registrati su Blockchain, tali
eventi non possono essere alterati senza lasciare tracce evidenti.
Le aziende possono integrare reti permissioned con ERP, MES e sistemi IoT, definendo regole di
consenso calibrate sul proprio contesto. Smart contract dedicati possono generare automatica
mente la marcatura temporale al verificarsi di eventi rilevanti, riducendo errori manuali e aumen
tando la continuità informativa. Questo approccio rende possibile una tracciabilità costante dell’im
pianto e facilita sia le attività operative sia i controlli interni.
Nel medio periodo, la Blockchain permette di costruire registri storici condivisi che supportano
analisi di affidabilità, certificazioni e decisioni strategiche. La capacità di dimostrare in modo og
gettivo come e quando una macchina ha modificato il proprio comportamento diventa un vantaggio
competitivo, soprattutto nei settori industriali più avanzati.
temporale diventa parte di
un blocco collegato critto
graficamente al precedente,
e ogni modifica successiva
sarebbe immediatamente ri
levabile. L’immutabilità deri
di produzione possono essere
marcati e distribuiti automatica
mente, creando una cronologia
verificabile. Ciò consente di rico
struire il percorso di un guasto,
va dalla struttura stessa del
sistema e non da una sem
plice garanzia contrattuale,
permettendo di ottenere log
affidabili anche in contesti
operativi complessi.
dimostrare l’esecuzione puntua
le delle manutenzioni, verificare
condizioni operative scorrette e
individuare pattern utili alla ma
nutenzione predittiva.
La Blockchain non sostituisce i sistemi di
marcatempo esistenti, ma li rende più ro
busti e trasparenti, offrendo nuove oppor
tunità per il monitoraggio delle macchine,
la manutenzione e l’audit. Il risultato è un
modello di gestione del dato più maturo e
affidabile, capace di rafforzare la continui
tà operativa e la qualità decisionale.
HOW-TO...?
Come applicare la
Blockchain ai marcatempo
Implementare la Blockchain nei sistemi di marcatempo significa trasfor
mare registri tradizionali, vulnerabili a modifiche o abusi di privilegio, in
log distribuiti e verificabili. Ecco come procedere operativamente:
Analizzare il flusso degli eventi
•
Mappa avvii, arresti, allarmi, interventi tecnici e se
gnali generati dalle macchine.
•
Identifica quali eventi devono essere certificati.
Integrare la Blockchain con i sistemi esistenti
•
Collega PLC, SCADA, MES, ERP o piattaforme IoT.
•
Stabilizza il flusso dati affinché ogni evento possa es
sere marcato e inviato alla rete.
Usare una rete permissioned
•
Definisci chi può validare, leggere o scrivere i dati.
•
Imposta regole di consenso coerenti con le policy
aziendali.
Automatizzare la marcatura temporale
•
Implementa smart contract che generano il time
stamp non appena si verifica un evento critico.
•
Riduci così errori umani e omissioni.
Creare registri storici verificabili
•
Conserva interventi, anomalie, cicli di produzione e
manutenzioni in modo immutabile.
•
Utilizza lo storico per audit, analisi di affidabilità e ma
nutenzione predittiva.
Monitorare e migliorare i processi
•
Usa i dati certificati per ricostruire guasti, verificare
comportamenti scorretti e individuare pattern.
•
Rafforza la continuità operativa e la trasparenza interna.
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